Touhou: Eclipse Demarcation

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Hikari
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Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Touhou Shanikusai - Eclipse Demarcation



Chapter 1 - Luci e Ombre

- Uff...che fame. Anche oggi a sfacchinare...spero che la padrona non stia dormendo.
A Gensokyo il clima era piacevolmente caldo, ma l'estate era ormai al termine. Come tutti i giorni la bella mezza vampira sbrigava le solite faccende per la sua padrona. Era una sorta di risarcimento per l'allenamento che le veniva impartito. Per lei non era esattamente una seccatura, ma a volte i compiti che la sua padrona le impartiva erano davvero stancanti. Ma per una come Yukari Yakumo ne valeva la pena e Shizuka la stimava davvero molto.
Shizuka Akatsuki era proprio quello che poteva definirsi un paradosso vivente. Era una 'giovane' youkai mezza vampira, mezza celestiale nata da madre celestiale e padre vampiro. Aveva l'aspetto di una sedicienne che di certo non passava inosservato: aveva lunghi capelli ondulati di un acceso rosa, con delle ciocche azzurre. Portava un semplice abito alla marinaretta bianco con la gonna azzurra e le estremità delle maniche rossi. Aveva delle grandi ali di piume con dei cristalli che spendevano tra esse.
Era definita strana non solo per la sua natura incarnata da due razze totalmente opposte, ma anche perchè proprio lei era stata in grado di aprire un varco in grado di portarla a Gensokyo direttamente dal mondo esterno. Prima che questo accadesse l'unica in grado d viaggiare tra le varie dimensioni era una prerogativa di Yukari, ma quando si seppe di quella nuova arrivata ci fu una gran sorpresa in tutta Gensokyo. Forse fu proprio per questo motivo che Yukari aveva deciso di prenderla con sè per aiutarla a controllare il suo potere. Lei la definiva "Un insolita stranezza con prerogative distruttive" ed era vero. Se Shizuka si arrabbiava era capace di distruggere qualunque cosa le capitasse a tiro, ma fortunatamente quando questo accadeva Yukari era sempre pronta a portarla via per evitare che la mezza vampira creasse casini.
Quella giornata Shizuka aveva ricevuto come incarico quello di portare un altro messaggio a Kaguya, la capricciosa principessa della luna, che come al solito avrebbe ignorato le provocazioni di Yukari.
- Cavoli. Mi chiedo perchè Yukari-Sama si ostini a provocare Kaguya. E' palese che a quella mocciosa non gliene importi un fico secco - Affermò la mezza vampira ritornando a casa tramite un varco da lei creato. Ormai era capace di padroneggiare bene i varchi che collegavano i vari luoghi in Gensokyo. Tuttavia non era ancora totalmente in grado di viaggiare da una dimensione all'altra. Se era finita a Gensokyo era stata una fortunata coincidenza.
- Oh, ma guarda. Allora sei viva, nya. E io che pensavo che questa volta Kaguya o Reisen ti avrebbero fatta fuori, nya! - Disse una voce irritante quanto acuta.
- Oh avanti Chen non puoi pretendere che siano tutti dei gatti pulciosi e inutili. - Rispose Shizuka ironicamente
- Io non sono pulciosa, nya! - Ribattè secca Chen, la nekomata, anche lei al servizio di Yukari, o meglio lo Shikigami dello Shikigami di Yukari.
- Sarà, ma sei inutile. - Rispose sadicamente la mezza vampira con un sorrisetto soddisfatto, allorchè una voce eccheggiò in quella sala ponendo fine al solito battibecco.
- Ancora a litigare voi due? - Disse la voce profonda della giudiziosa Ran. - Chen, finisci di pulire il soggiorno, e tu Shizuka vai a fare un resoconto del tuo incarico a Yukari-Sama prima che si arrabbi.
- Certo, certo Ran. Tu invece vedi di tenere a bada quella gatta pulciosa, altrimenti un giorno di questi potrei decidere di prendermi un animaletto da compagnia e non sarà piacevole...per lei. - Disse Shizuka con lo stesso sorrisetto sadico rivolto alla nekomata. Fin dal primo momento quelle due non avevano fatto altro che litigare a spese di Ran che subiva le lamentele di Yukari. D'altronde si sapeva che tra vampiri e gatti non correva buon sangue.
La mezza vampira bussò alla porta della stanza di Yukari aspettando il permesso di entrare. Dopo alcuni secondi sentì la profonda voce della sua padrona ed entrò salutandola con deferenza.
- Yukari-Sama, ho portato a termine il compito che mi avete affidato, ma come sempre Kaguya non accetterà di incontrarvi, e mi ha chiesto di rispondervi con testuali parole: "Invece di continuare a rompermi l'anima e mandarmi quella servitrice rompiballe, perchè non pensi di più a prendere il tè o curare la tuo corpo, in fondo sei vegliarda e potrebbero spuntarti le rughe!". Dopodichè io ero indecisa se iniziare a riempirla di danmaku però volevo la vostra approvazione. -
In un primo momento Shizuka vide sul viso di Yukari un lampo d'irritazione, e sapeva benissimo cosa poteva significare. Sapeva che se Yukari si arrabbiava era capace di combinare casini assurdi. In fondo era stata lei a causare la guerra dei lunari.
- Shizuka... - Fece ad un certo punto la bella Youkai bionda ma Shizuka cerò di placarla prima che si innervosisse.
- Yukari-Sama! Non dovete ascoltare le parole di quella sottospecie di pseudodea nanerottola. Voi siete splendida e avete un corpo meraviglioso, siete la Youkai più bella di tutta Gensokyo e la prossima volta che Kaguya vi offenderà...
- Non farti venire l'epilessia, non ho bisogno che tu mi riempia di lusinghe. Volevo solo dirti che per oggi hai fatto molto bene il tuo lavoro e che molto presto te ne affiderò un altro. Ma questa volta sarà al tempio Hakurei. - L'interruppe Yukari con una voce calma e suadente, secondo Shizuka.
- Oh, davvero? Mi fa davvero piacere! - Rispose Shizuka sollevata, arrossendo un pochino. Ricevere un complimento da Yukari per lei era una gioia immensa. Tutto ciò che aveva detto sulla sua padrona lo pensava davvero. Se foasse stata una che non ha mai conosciuto l'amore passionale di un uomo probabilmente avrebbe potuto persino innamorarsi di Yukari.
- Molto bene. Per oggi è tutto Shizuka-san. Puoi andare a mangiare. - La congedò Yukari. Shizuka non si era accorta che ormai era arrivata la sera. Guardò fuori dalla finestra e vide uno spicchio di luna che brillava tra le nubi. Questo le riportò a mente molti ricordi, di un'altra notte. Yukari si accorse che la sua assistente rimase assorta tra i suoi pensieri e indagò al riguardo - Qualcosa non va?-
Shizuka fu immediatamente riportata alla realtà e si rese conto di essersi assorta nuovamente nei suoi pensieri. Le capitava spesso di ripensare ai vecchi ricordi di una vecchia vita. Sapeva che era il momento di congedarsi e lasciare riposare la padrona, così si congedò educatamente ed uscì, volando nel cielo per rinfrescarsi trovando sollievo in un delizioso venticello serale. Trovò posto su cui sedersi e iniziò a cantare dolcemente:
- "Ti ricorderai di quell'armonia che intonava già un dolce carillon...melanconico il segno di qualcosa che presto sarebbe poi arrivato qui..." - Mentre cantava pensava a ciò che accadde prima che arrivasse a Gensokyo, prima che Yukari la prendesse con sè accettandola e insegnandole a controllare i suoi poteri. Ripensò all'immenso dolore che aveva causato e alle molteplici vite che aveva reciso. Sentì nuovamente un peso in fondo al cuore, lo stesso peso che aveva ogni volta che guardava la luna quando non era piena. Aveva lo stesso identico terrore che se quella luna si fosse di nuovo oscurata si sarebbe di nuovo macchiata di sofferenza. "Questa volta c'è Yukari-Sama con me" pensò. E con quel pensiero tornò a casa senza riuscire a mangiare, cullata dalla speranza che nella sua nuova vita la luna non si sarebbe oscurata mai più.

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Kira Lushia
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Kira Lushia »

moglia, scrivi divinamente =ç=
non vedo l'ora di leggere il prossimo cap **

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Rendan »

Complimentoni, mi è piaciuta molto la parte finale e l'entrata in scena di Chen, ben caratterizzata! mini_chen
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炎になる...

remilia scarlet
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da remilia scarlet »

Bellissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa grazie dato che adoro la Yakumo family
I morti non possono piange quindi piango per loro. (Cit. Momo Shinigami no ballad)

guardiamo i fatti, halo ha tante vendite per il semplice motivo che l'xbox è uscita prima, non giorni, neanche mesi ma anni...ok piace ma è solo per quel motivo che vende di più (Multiplayer.it)


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Hikari
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Capitolo 2 - The Witch and the Vampire



Erano passate ormai due settimane da quando Shizuka era stata all'Eientei, la dimora della capricciosa Kaguya. Attendeva che Yukari la convocasse per parlarle del nuovo importante incarico al tempio Hakurei. Dall'ultimo incarico ne aveva fatti altri di piccola importanza che erano perlopiù piccole mansioni o commissioni al Kourindou, per vendere o consegnare strani oggettini del mondo esterno a Kourin-San. Shizuka si chiese più volte di che tipo di incarico potesse trattarsi per essere messa anticipatamente in guardia dalla padrona. Di solito la convocava informandola sul momento del compito che doveva portare a termine. Questa volta invece era stata avvertita due settimane prima, forse per prepararsi ad una cruenta battaglia contro Reimu, o forse perché questa volta l’obbiettivo era ancora più importante dei precedenti. Shizuka sapeva solo che questa volta avrebbe dovuto impegnarsi molto di più.
Due giorni dopo le sue morbose e interminabili riflessioni Ran andò a chiamarla e l’avvertì che finalmente era giunto il momento di conoscere la natura della sua nuova missione. Entrò nella stanza di Yukari e salutando garbatamente la sua padrona Shizuka attese che questa parlasse.
- Come ti ho già detto alcune settimane fa il tuo prossimo incarico dovrà essere portato a termine al tempio Hakurei. Reimu pochi giorni fa ha ricevuto una lettera da un mittente anonimo che ha parlato di un’ipotetica catastrofe che si sarebbe abbattuta su Gensokyo. Ha nominato uno Youkai vampiro molto potente che appartiene al mondo esterno e che sta cercando di entrare a Gensokyo in tutti i modi.
Shizuka fu sorpresa da questa strana vicenda. In fondo Gensokyo era un villaggio quasi sempre tranquillo, dove i casini succedevano solo quando qualche youkai si annoiava e decideva di causarne altri. Un’altra cosa di cui era assolutamente certa Shizuka era che Gensokyo era protetta da una barriera e che nessuno poteva penetrarla. Nessuno tranne Yukari, o Shizuka stessa se riusciva a controllare il suo potere. Così la domanda le sorse spontanea:
- Ma Gensokyo è protetta da una barriera e voi siete l’unica in grado di oltrepassarla. Come potrebbe questo Youkai arrivare qui a Gensokyo senza essere provvisto dell’abilità che avete voi? Cioè…dovrebbe quantomeno essere in grado di oltrepassare la barriera ma è impossibile! -
A Shizuka parve che l’espressione della sua padrona fosse stata per un secondo turbata da un lampo di preoccupazione. Si chiese come mai la sua potente padrona si potesse preoccupare di una faccenda tanto irrealistica, ma la risposta arrivò direttamente da Yukari:
- Non è questa la cosa più preoccupante Shizuka. Ciò che ha turbato sia Reimu che me è stato che…nella lettera viene fatto anche il tuo nome, o almeno, è così che Reimu mi ha detto. Non mi ha permesso di leggere la lettera perché non vuole che succeda qualche imprevisto. Ma tu sei sotto la mia protezione e se ti accadesse qualcosa ne risponderei anche io. Ciò che voglio da te è che tu vada al tempio e ti procuri quella lettera, mettendo in pratica gli ultimi insegnamenti cercando di trasportarti direttamente all’interno del tempio. Reimu ovviamente si accorgerà della tua presenza e tu dovrai essere in grado di prendere immediatamente la lettera e ritornare indietro senza farti prendere. Sai che Reimu odia che qualcuno si introduca al tempio facendo casini e quindi se ti beccasse te la passeresti molto male. – Concluse Yukari.
- Farò come mi avete chiesto, Yukari-Sama. State certa che ce la farò! - Detto questo si congedò, prese le sue spellcard e iniziò a concentrarsi per aprire in modo corretto il varco dimensionale. Concentrando il potere sulle mani pronunciò a voce alta la sua spellcard:
- Dimension Sign:Silent Door of teleportation”!
Quando la formula fu pronunciata, davanti a Shizuka si aprì un buco nero che emanava un’aura molto potente. Shizuka lo attraversò viaggiando tra le varie porte dimensionali, finchè non raggiunse quella giusta e la aprì. Tuttavia poco prima di arrivare a destinazione qualcosa andò storto, Shizuka perse la concentrazione e venne catapultata nella porta vicinissima a quella che doveva oltrepassare e così nel tumulto cadde e sbattè il sedere su un pavimento di legno.
- Ahi! Che male! – Imprecò massaggiandosi il fondoschiena. – Qualcosa deve essere andato storto – Continuò la mezza vampira. Poi iniziò a guardarsi intorno intuendo di non essere affatto arrivata al Tempio Hakurei. Così in preda alla rabbia per la botta e il panico per aver fallito la missione iniziò a parlare a voce alta furiosamente:
- Ma dove diavolo sono finita?! Ho sbagliato ancora? Maledizione. Se lo viene a sapere Yukari-sama mi ammazzerà! E quella maledetta gattaccia si prenderà gioco di me…- concluse depressa. Improvvisamente sentì qualcuno che si insinuava nella stanza e le urlava contro un po’ impaurita:
- Chi diavolo sei tu???
A parlare fu una ragazzina, poco più che una bambina con lunghi e mossi capelli albini e due magnifici occhi di colore diverso. Il sinistro ambrato e il destro azzurro. Aveva una corporatura minuta, non troppo alta, snella e quasi fanciullesca secondo Shizuka. Quando finì di squadrarla ebbe un tuffo al cuore. Aveva già parlato con una bambina con quella espressione e con quella forza negli occhi. Questo la fece di nuovo star male, come se non bastasse dopo il pietoso fallimento. Quella non era proprio la sua giornata, tanto che Shizuka non era nemmeno dell’umore per rispondere garbatamente:
- Chi diavolo sei tu, magari. – rispose secca.
Vide nell’espressione della ragazzina un lampo di sfida e irritazione, tipico di chi non si lascia mettere i piedi in testa tanto facilmente.
- Ehi, sei tu a casa mia, quindi sei tu che ti devi presentare per prima! – disse energicamente la strana albina.
Shizuka si guardò attorno rendendosi conto di essere in una cameretta piuttosto disordinata con mucchi di scartoffie sparpagliate in giro. Di certo non poteva essere il tempio Hakurei...
- …è casa tua? – chiese all’albina con una vena di curiosità.
- E’ la casa di Marisa-sensei. – rispose l’albina come se fossa qualcosa di cui andar fiera.
- Marisa-san?! – chiese Shizuka un po’ sorpresa. Rifletté un attimo e capì di essere stata trasportata proprio nella porta accanto a quella che l’avrebbe condotta al tempio Hakurei. Ad un certo punto l’albina parlò ancora:
- Sei una youkai, no? Sei qui per aggredire la sensei, vero? – chiese come se fosse una cosa normalissima per uno youkai. Shizuka aveva tutt’altra intenzione. Capì che dopotutto quella ragazzina non doveva essere troppo sveglia.
- Ma che dici? Ti sei bevuta sangue avariato? Io sono solo una youkai mezza-vampira, assistente di Yakumo Yukari-sama. – Rispose vantandosene. Giurò di aver visto il terrore dipinto sul viso dell’albina quando rivelò la sua natura.
- …vampira? – chiese preoccupata l’albina.
-…vampira.- rispose Shizuka, confermando.
-…vampira…??- chiese nuovamente, con aria agitata.
-vampira…- Rispose di nuovo, convinta che la ragazzina fosse mezza ritardata.
-…VAMPIRA?- le urlò in faccia, con aria molto preoccupata.
-….VAMPIRAAAAAAAAAAAAA – Urlò Shizuka stufa di sentire la stessa domanda stupida.
- IO ODIO I VAMPIRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII – urlò l’albina spaccando i timpani alla povera Shizuka. D’altro canto quest’ultima potè capire chiaramente una cosa sostanziale in quel trambusto: quella ragazzina era una baka totale.

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Kira Lushia
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Kira Lushia »

oddio, l'incontro visto da Shizuka è stupendo X°DD

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Hikari
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Capitolo 3 - Ricordi di Sangue



Ci furono alcuni minuti di silenzio. Shizuka cercò di far calmare la ragazzina e farle regolare il tono della voce. Dopo qualche minuto vide che la ragazzina si sedette sul letto e invitò Shizuka a fare altrettanto. Shizuka in un primo momento si domandò perchè la ragazzina odiasse tanto i vampiri. Ci pensò su e decise che la cosa migliore era chiedere proprio a lei.
- Dunque...perchè odi i vampiri? - Chiese Shizuka per romprere quel silenzio imbarazzante.
- ...una mi ha quasi disintegrata con una spellcard - rispose secca l'albina. Shizuka riflettè e concluse che probabilmente aveva avuto dei dissapori con Remilia. D'altronde era l'unica vampira in tutta Gensokyo. Sua sorella Flandre era praticamente rinchiusa.
- Oh...capisco. E' forse la vampira del Koumakan? Remilia Scarlet? - Chiese Shizuka per averne la conferma.
- Oh si, proprio quella maledettissima pu...pulzella. - Disse l'albina come se cercasse di trattenersi dal dire volgarità. Shizuka ridacchiò pensando che dopotutto vivendo in casa di Marisa era scontato sentire un linguaggio poco consono ad una donzella. Marisa era un vero maschiaccio.
- Comunque io sono Akatsuki Shizuka. - Si presentò infine Shizuka.
- Il mio nome è Shiroyume Mitsuki, piacere di conoscerti! - rispose di rimando la ragazzina. Shizuka in cuor suo si sentì semre più turbata dalla presenza diquella ragazzina, ma non voleva darlo a vedere. Non voleva che pensasse che ce l'avesse con lei.
- Ma Akatsuki...è un bel cognome, complimenti! E' scritto come Luna e rosso vero? Mentre Shizuka? - continuò tutto d'un fiato Mitsuki.
- E' scritto come "Silenzio" - rispose Shizuka.
- Oh, quindi Luna, Rosso e Silenzio…qualcosa come…Luna Rossa del Silenzio? - Shizuka la lasciava palare. Le piaceva il suono della sua voce. Era rilassante.
– Sai che mi ricorda Remilia? Dopotutto Scarlet è inglese e significa Scarlatto, quindi rosso. Poi la sensei mi ha raccontato che la luna rossa è una specie di simbolo o qualcosa così…- continuò Mitsuki.
- Invece tu…Shiro da Shiroi, bianco, esatto? Yume è sogno, Mitsuki è luna piena. Beh, anche tu hai un nome significativo…Bianco Sogno di Luna Piena - Disse Shizuka sorridendo.
- In entrambe c’è una luna! - Disse Mitsuki ridacchiando. Shizuka lo fece a sua volta. Nonostante quella ragazzina non fosse proprio maliziosa o matura le piaceva il suo modo di fare. Riusciva a coinvolgere gli altri.

Passarono tutto il pomeriggio a ridacchiare e scherzare tra loro imparando a conoscersi sempre di più. Dopotutto non era così comune un'amicizia tra un'umana e una Youkai.
- Ma...Yukari-Sama può teletrasportarsi? - Chiese Mitsuki curiosa.
- No, non può teletrasportarsi, lei apre dei "gap", ovvero dei passaggi.Li può aprire ovunque, dovunque sia. Ci può trovare di tutto, ci può entrare uscendo dall’altra parte del mondo o ci può infilare la mano per prendere qualcosa dall’altra parte del mondo. - La corresse Shizuka.
- Ma è un potere fighissimo - commentò Mitsuki entusiasta.
- Sì! Io sono in grado di creare passaggi simili, non sono brava quanto lei ma è un potere innato che sto cercando di sviluppare. - Disse Shizuka quasi vantandosene.
- Non sapevo che Yukari-Sama avesse un'allieva... - disse Mitsuki un pò perplessa.
- Ah ma non sono un'allieva, solo un'assistente...magari un giono ti racconterò di come mi ha trovata... - disse Shizuka fissando il vuoto.
- ...capisco...aspetterò. - rispose l'albina sorridendo.
- Accipicchia è tardi! - disse Shizuka guardando l'ora. Doveva dire a Yukari-sama che per qualche assurdo motivo il passaggio dimensionale aveva deviato la sua traiettoria.
- OPPORCAMISERIACCIA - urlò la ragazzina preoccupata.- Marisa-sensei sarà qui a momenti e non ho nemmeno cucinat… - non terminò la frase che si sentì l'inconfondibile voce di Marisa.
- Ohi, Mitsuki? Dov'è che sei da zè? - urlò Marisa.
- Occazz Marisa-sensei! - esclamò agitata Mitsuki.
- oh beh, io scappo Mitsu~, bye bye! - la salutò Shizuka. Poi aprì velocemente un varco e lo oltrepassò arrivando direttamente a casa di Yukari. Trovò nella hall Ran che portava un tè a Yukari.
- Ohi, Ran-senpai, Yukari-Sama è ancora sveglia? - chiese subito alla Shikigami.
- Oh, Shizuka-san. Sì è ancora sveglia. E' accaduto qualcosa? Ti vedo un pò agitata. - commentò Ran preoccupata notando l'agitazione di Shizuka.
- Si, diamine, è successa una cosa assurda! - esclamò la mezza-vampira. Poco prima di arrivare sulla soglia della camera di Yukari, Shizuka schioccò le dita e indossò il raffinato Kimono chele aveva regalato Yukari quando aveva iniziato a lavorare per lei. Era uno splendido Kimono che aveva trovato nel mondo esterno con dei grandi fiocchi ricamati. Era un'autentica opera d'arte e Shizuka amava indossarlo quando gustava il tè in compagnia della sua padrona. Shizuka bussò due volte alla porta con Ran al suo fianco, e quando udirono la voce di Yukari che le invitava ad accomodarsi entrarono salutando educatamente.
- Buonasera, Yukari-Sama - dissero in coro Shizuka e Ran. Ran appoggiò il vassoio con la teiera su un tavolino, mentre Shizuka si apprestava a fare un resoconto dettagliato della missione a Yukari.
- Dunque la porta dimensionale ha fatto una "deviazione", è così?
- Si, Yukari-Sama. Non me lo spiego eppure io. Non ho mai fatto un errore del genere, soprattutto dentro l'ambiente di Gensokyo. Invece di arrivare al tempio Hakurei sono arrivata a casa della strega Marisa. - Disse Shizuka malinconica.
- Capisco. Non preoccuparti, non ha importanza. Domani andremo insieme e ti aiuterò. Ma mi aspetto il triplo dell'impegno da te. Se qualcosa dovesse andare storto ti aiuterò.
- Vi ringrazio, Yukari-Sama! - rispose Shizuka con gli occhi che le brillavano. Lavorare fianco a fianco alla sua padrona era per lei un enorme piacere. Aveva la possibilità di dimostrare quanto aveva appreso e di imparare guardando Yukari in azione.
Quando finirono di prendere il tè Shizuka augurò la buona notte a Ran e Yukari e andò in camera sua, buttandosi nel letto e piombando immediatamente in un sonno profondo, stremata dal grande sforzo che aveva compiuto quel giorno.

C'era una grande distesa ai suoi piedi. Una grande distesa di gigli bianchi. Shizuka indossava un vestito bianco di seta. Aveva lunghi capelli lisci e rossi come le fiamme. Si sentiva leggera, quasi evanescente. In quel campo sterminato c'erano numerose farfalle che volavano. Non avevano una meta. Svanivano e tornavano. Le loro ali avevano colori delicati. Il cielo era di diverse tonallità di colori pastello e ne faceva risaltare l'eleganza e la delicatezza. Aveva il colore dell'aurora, da un leggero rosa a un elegante blu. Shizuka si guardò attorno, attonita e rapita da quella visione eterea e surreale. Ad un certo punto davati a lei scorse una figura che già aveva visto altre volte in quel luogo dalla spaventosa bellezza. Aveva lunghissimi capelli bianchi e ondulati che arrivavano a terra. Tra essi crescevano dei fiori di lavanda. Aveva due occhi trasparenti in cui si sprofondava nell'infinito. Era minuta e sembrava quasi una bambina. Aveva un sorriso dolce e misterioso. Guardava la mezza-vampira con un'espressione quasi assente. Emanava un profumo di lavanda che quasi ipnotizzò Shizuka. Quando quest'ultima riuscì a tornare alla realtà decise di rompere il silenzio.
- Di nuovo tu... - disse con voce quasi impercettibile.
- Nel tuo cuore ci sono tanti labirinti...da tempo ormai hai perso la strada, hai perso te stessa, non volendo rinnegare la tua metà oscura. Adesso i tuoi sogni si perdono in un luogo meraviglioso e terribile dove la tua mente cerca rifugio. Dove stai scappando, mezza-vampira? - Chiese la fanciulla con una voce delicata come un respiro.
- I-io sono... - cercò di rispondere la mezza-vampira, senza riuscire a trovare una risposta.
Senza capire comesi ritrovò la fanciulla alle sue spalle, che sussurrava al suo orecchio.
- Non puoi sfuggire dai raggi di una luna insanguinata - disse la ragazza con un sussurro. Dopo, tutto accadde in un lampo. Il cielo si oscurò, i gigli diventarono rossi e Shizuka vide a pochi passi da lei una bambina che reggeva in mano una bambola. Il suo sguardo era malinconico, quasi assente e osservava Shizuka con i suoi grandi occhi verdi. Nel cuore di Shizuka iniziò a nascere un grande sentimento di terrone e angoscia.
- Nana... - Non fece in tempo a pronunciare il suo nome che si accorse di avere le mani insanguinate. Il suo viso era macchiato e nella sua bocca sentiva l'irresistibile e dolce sapore del sangue. Dalla testa della bambina iniziò a scorrere un rivolo di sangue. Poco dopo anche dalla bocca e dal naso.
- Perchè, Shizuka? Perchè? - Chiese la bambina con una voce disperata e agonizzante.
- NO! - Shizuka si risvegliò di soprassalto terrorizzata e sudata fradicia. Si guardò le mani e vide che erano pulite. Corse allo specchio scrutando la sua immagine e vide che era normale. I capelli erano di un rosa molto acceso e avevano delle ciocche azzurre.
- Era solo un sogno...- disse sollevata. Si sentì bruciare gli occhi e le lacrime le inondarono il viso. Quel sogno ricorrente la tormentava ormai da 7 anni. Sapeva che non sarebbe più riuscita a dormire. Così uscì nel terrazzo, osservando silenziosamente la luna piena, aspettando con ansia il momento in cui avrebbe portato a termine la missione insieme a Yukari.

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

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Capitolo 4 - Il canto della madre

Shizuka bussò un paio di volte alla porta della camera di Yukari. Sebbene sapesse che con Yukari tutto sarebbe filato liscio, si sentiva inquieta. Si chiedeva di cosa parlasse la lettera e perchè anche lei era stata coinvolta.
quando Yukari la invitò ad accomodarsi lei la salutò e chiese gli ultimi accertamenti.
- Dunque, dove dovrebbe trovarsi di preciso questa lettera? - chiese con un'espressione seria.
- Conoscendo Reimu la lettera dovrebbe trovarsi nel magazzino dove tiene le altre cianfrusaglie. L'unico monito che mi sento di darti è di stare attenta a Suika, perchè potrebbe trovarsi lì, ma aldilà di questo dovresti forse avere qualche problema col caos che c'è là dentro - rispose Yukari, quasi ridendo.
- Andiamo bene... - disse Shizuka esasperata. - vabbè, tanto non potrei comunque fare diversamente. Togliamoci il pensiero che è meglio. -
Detto questo si concentrò e aprì un varco dimensionale proprio al centro della stanza. Si accertò di essersi concentrata esattamente sulla meta prestabilita e dopodichè guardò la sua padrona per essere rassicurata.
- Molto bene Shizuka. Vediamo se sei veloce quanto forte. - disse Yukari con un sorrisetto. Oltrepassarono entrambe il varco dimensionale e cercando l'uscita si ritrovarono nel tempio Hakurei.
- E' andato tutto liscio. - disse Shizuka sollevata.
- Ora sbrigati. Reimu probabilmente si è già accorta di noi. - disse Yukari seria. Non fece quasi in tempo a finire la frase che si videro spuntare Reimu che usciva dalla porta del tempio.
- Ma che...? - Iniziò a parlare e nello stesso momento Shizuka spiegò le grandi ali e volò ad una velocità impressionante verso il magazzino, sfondando la porta col vento generato dalla velocità a cui andava. Si mise a cercare tra tutte le cianfruaglie mettendo tutto sottosopra, scagliando oggetti a destra e a sinistra, controllando tutti i pezzi di carta e i fogli che scorgeva.
All'improvviso si vide comparire la figura di una ragazzina con due lunghe corna appuntite, che indossava un vestito bianco e viol con delle grandi catene appese. Osservò Shizuka con un'espressione incuriosita e un pò tonta, e lei, colta alla sprovvista, le scagliò contro la spellcard per stenderla il tempo che le bastava per trovare la lettera.
- "Red Moon Reflection!" - Urlò la mezza-vampira. Apparvero dei danmaku a forma di cristallo che iniziarono a lanciare laser dappertutto. Uno colpì Suika in pieno mettendola al tappeto al primo colpo. - Diamine, proprio quando uno ha poco tempo! - urlò irritata. Continuò a scagliare cianfrusaglie a destra e a manca, rompendo vasi, piatti, ampolle e oggetti di un certo valore. Ad un certo punto trovò un cofanetto dove erano conservate tante carte e fogli di pergamena. Rovisto in mezzo cercando la letter che fosse indirizzata a lei. Fortunatamente la trovò subito, poichè era la prima in tutta quella montagna di scartoffie, la mise in tasca e si preparò ad uscire, quando all'improvviso sentì urlare da fuori
- "Muusou Fuijin!"
Nella mente di Shizuka passò un lampo di terrore. A quanto pareva Reimu e Yukari avevano iniziato ad ingaggiare battaglia. Corse verso la porta in tutta fretta e vide una pioggia di Danmaku che volavano a destra e a manca. Doveva fermare quella baraonda per evitare che qualcuno si facesse male.
- "Full Moon Obscuration!" - Urlò Shizuka e improvvisamente il sole si oscurò e ci fu un buio tale, che sembrava fosse arrivata una notte senza luna nè stelle. Volò verso Yukari per aprire una porta e poter tornare immediatamente alla mansione, quando qualcosa la colpì al fianco destro facendole annebbiare gli occhi di lacrime per il dolore. Si portò una mano al fianco ferito e sentì l'inconfondibile odore di sangue. Cercò di non pensare all'ebrezza di quel'odore, così trattenne il respiro e continuò a correre. Toccò il braccio di Yukari e così facendo urlò con il poco fiato che le era rimasto:
- "Silent Door of teleportation!"- Senza che potesse rendersi conto del tempo che passò si ritrovò a casa madida di sudore, col fianco che le doleva. Yukari era accanto a lei, anch'ella affaticata, ma in condizioni assai migliori di quelle di Shizuka.
- Mi chiedo come fai ad essere ancora viva dopo una simile pazzia - Disse ironicamente Yukari notando il fianco ferito di Shizuka.
- L'erba cattiva non muore mai, non lo sapevate? - Rispose Shizuka sorridendo con molta fatica. Yukari sorrise della battuta di Shizuka, ma poi ridivenne seria. Shizuka capì che Yukari voleva sapere se aveva trovato la lettera. Shizuka annuì seria e sfilò la lettera dalla tasca. Ormai il dolore al fianco era diventato trascurabile, così estrasse un foglio da una busta e iniziò a leggerlo. La grafia era chiara ed elegante ed era in caratteri inequivocabilmente orientali. Iniziò a leggere. Il contenuto era perlopiù scritto a mò di canzone.
"Questa notte è nato un Usignolo. Esso è candido e bello, e le sue ali riflettono i bianchi raggi di luna. La sua canzone è forte e dolce perchè sorride. L'usignolo cresce e canta giorno e notte, vedendo gli altri uccelli volare nel cielo irradiato dal sole. Ma l'usignolo piange perchè vorrebbe seguirli, ma sa che non può tradire la luna piena. Il suo canto è lieve e malinconico. L'usignolo cresce nella notte dove la luna irradia il suo manto candido. Anche gli altri uccelli vogliono udire il suo canto triste e cercano la sua voce nella radura buia. Nonostante gli altri uccelli possano cantargli canti felici il piccolo Usignolo bianco piange e soffre in solitudine. Povero usignolo in lacrime...vorrei sussurrargli parole di conforto, ma le mie ali sono spezzate e se le scorgesse piangerebbe ancora. Vorrei che non mi maledisse per avergli donato quelle ali bianche, ma il mio cuore è imprigionato e l'usignolo non può udire la mia voce. Ma va bene così. Il canto triste dell'usignolo ammalia le altre creature, persino le farfalle accorrono a consolare il suo cuore ferito. La farfalla che viene dal campo di gigli sussurra all'usignolo parole di felicità e gli sorride e lo consola. L'usignolo ha smesso di piangere e canta per la farfalla sotto la luna piena. Oh splendente luna piena...perchè hai abbandonato l'usignolo in lacrime? Il suo manto si è tinto di rosso e il suo cuore è stato trafitto da un giglio bianco. Gli altri uccelli maledicono l'usignolo infelice. Ed esso scappa nella radura spinata. Ma non sa che pure lì, l'allodola riesce a scorgere la sua disperazione. Se l'allodola raggiungesse il piccolo usignolo esso vorrà maledirmi ancora di più. Vorrei che non soffrisse. Vorrei che mi trovasse. No. Non devi trovarmi. Non piangere nella notte senza luna piena, non stare sola. Sii solo te stessa. Se sia luce, se sia tenebre. Sarai sempre l'usignolo bianco che canta la canzone del ricordo."
Shizuka pianse silenziosamente. Non guardò Yukari. Si limitò a piangere.
- Voi lo sapevate...sapevate che era mia madre. - Disse quasi sussurrando.
- Sì. Lo sapevo. Ma dovevi capirlo da te. - Rispose Yukari impassibile sorseggiando il tè che le aveva portato nel frattempo Ran. Shizuka si asciugò gli occhi e rilesse alcuni passi della lettera.
- Chi è l'allodola? - Chiese.
- Questo non lo so nemmeno io. - Rispose la sua padrona. - Se l'usignolo di cui parla sei davvero tu, allora l'allodola potrebbe riferirsi ad un pericolo imminente. - concluse pensierosa Yukari.

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Hikari
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

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Capitolo 5 - Paura dei fantasmi

Shizuka si svegliò frastornata quella mattina. Il fianco le doleva ancora. Eirin le aveva detto che avrebbe dovuto stare a riposo per almeno una settimana perchè il colpo era stato piuttosto violento. Ma Shizuka si ricordò che aveva qualcosa da fare di molto importante quel giorno. Doveva cercare di chiarire tutti i suoi dubbi sulla lettera spedita a lei dalla madre. Senza dubbio parlava di lei. Aveva narrato sotto forma di poesia tutta la vita di Shizuka. Ma c'era ancora un enigma da risolvere...Chi era l'ombra che incombeva su di lei? C'era un'unica persona che poteva rispondere alle sue domande. Un vampiro che era venuto dal mondo esterno e che aveva vissuto per molti anni.
- Vuoi chiedere davvero a Remilia Scarlet? Non ha la fama di essere una persona troppo socievole. - disse Yukari alla sua assistente sorseggiando una tazza di tè.
- Lo so, ma lei viene dal mondo esterno, ha vissuto molto tempo e sono sicura che avrà l'informazione che cerco. - rispose Shizuka con sicurezza. Il fianco ancora le doleva ma riusciva a non pensarci. Pensò che era il caso di presentarsi in abiti più dignitosi della sua divisa che indossava di consueto. Schiocchò le dita e subito indossò l'elegante Kimono bianco e rosso coi lunghi fiocchi. Salutò Yukari e si congedò. Era ancora troppo debole per utilizzare i suoi poteri e creare varchi dimensionali, così pensò che evrebbe dovuto volare e si rassegnò. Uscì di casa e con una piccola spinta iniziò a prendere quota. Il sole quella giornata era leggermente coperto da sprizzi di nuvole bianche come latte e il vento era piacevolmente fresco. Era piacevole volare con quel venticello che ti sferzava il viso. Shizuka volò per circa 30 minuti prima di arrivare al Koumakan. Capì di essere vicina quando scorse l'alta torre con l'orologio e tirò un sospiro di sollievo. si avvicinò al cancello per avvertire la guardia che stava entrando, ma come al solito Hong Meirin stava dormendo e Shizuka pensò che non era il caso di disturbarla e perdere tempo ulteriormente. Così sorvolò il cancello e a mezz'aria scorse una ragazza che volava su una scopa. Era una ragazza coi capelli biondi raccolti in una treccia laterale. Indossava un abito nero e bianco e un grosso cappello con un fiocco bianco. Shizuka riconobbe immediatamente Marisa, che quando la scorse si fermò di colpo.
- Toh, tu non sei la mezza vampira che sta da Yukari, da-ze~? - Chiese Marisa ironicamente.
- Ho un nome, ed è Shizuka Akatsuki. - Rispose secca Shizuka, irritata dal tono di voce di Marisa.
- Beh, resti pur sempre una mezza vampira, zè! - ghignò Marisa - che stane creature che ci sono al mondo - ridacchiò divertita nel vedere che Shizuka iniziava davvero ad arrabbiarsi. Dal canto suo Shizuka sapeva che stava per perdere il controllo. La ferita aveva iniziato di nuovo a farle un male allucinante e anche la testa le doleva in quel momento. Sentì una voce nella sua tesa che la spingeva ad attaccare Marisa per farla tacere e per vendicarsi del tono spregiativo che aveva usato per definirla "mezza vampira" ma Shizuka era combattuta. Ricordò che aveva un compito da portare a termine e decise di lasciare perdere le provocazioni di Marisa.
- La mia razza e la mia natura non sono fatti che ti riguardino. - Rispose fredda Shizuka.
- E' divertente, da-zè~. Ah sai, ho anche saputo che hai rubato una cosa dal tempio di Reimu, zè! - Disse Marisa con un sorrisetto compiaciuto.
- Ho solo ripreso ciò che mi apparteneva strega bicromatica. E se sei qui per vendicare la tua amichetta del cuore sappi che non ho tempo da perdere con degli umani impiccioni. - Disse Shizuka fulminando Marisa. - Ora se vuoi scusarmi - Si congedò e planò fino alla porta principale della grande casa. Cercò di dimenticare la conversazione avvenuta con Marisa e bussò due volte alla porta. Attese pochi secondi e all'uscio apparve una ragazza vestita da cameriera francese coi capelli argentati e due treccine davanti.
- Ara...Shizuka-san, cosa ti porta qui? - Chiese Sakuya sorpresa di vedere Shizuka.
- Ho una cosa importante da chiedere a Remlia, Sakuya. Mi chiedevo se potevo parlare con lei adesso. - Chiese Shizuka educatamente.
- Oh, ma certo. Entra pure. - La invitò Sakuya. Percorsero un lungo corridoio coperto da un bel tappeto persiano, molto probabilmente proveniente dal mondo esterno. Arrivarono ad una stanza e Sakuya bussò alla porta. Una voce quasi infantile le invtò ad accomodarsi e Sakuya annunciò Shizuka.
- Ojou-sama, è venuta la signorina Shizuka a trovarvi. Dice che ha qualcosa di cui parlarvi.
- Oh? La mezza vampira? Falla accomodare. - Disse Remilia sorpresa. Shizuka entrò nella stanza e salutò educatamente Remilia. Sapeva che doveva tenere certi modi, perchè quella vampira era tremenda e solo un pazzo se la sarebbe fatta nemica.
- Konnichiwa, Remilia-Sama. Mi spiace per la visita improvvisa, ma ho una cosa importante di cui parlare, e voi siete l'unica che può aiutarmi. - disse Shizuka facendo un lieve inchino. - Dato che è l'ora del tè mi sembrava una buona idea portarvi un dono. E' tè della qualità Kekecha, proveniente dal mondo esterno da una regione meridionale della Cina. Sono certa che la conoscete. - Disse SHizuka con tono smielato.
- Oh! Ottima idea. Sakuya, prepara un tè. Nel frattempo dimmi quello che mi devi dire. Sono curiosa di sapere perchè sei venuta proprio da me. - Disse Remilia fissando la mezza vampira con aria interrogativa. Nel frattempo Sakuya si era congedata e Shizuka si era accomodata davanti a Remilia
- Beh ecco...innanzitutto volevo dirvi che sono venuta da voi perchè so che siete un vampiro longevo, e provenite dal mondo esterno e probabilmente conoscete parecchie cose. - Iniziò Shizuka. - In realtà sto cercando informazioni su una persona in particolare. Mi chiedevo...se voi conoscete una creatura notturna. Un vampiro o un tenebral che in qualche modo è collegato col dolore o con la disperazione. Se magari manipola quei poteri o da essi ne trae forza, non so...
Remilia riflettè per qualche minuto. Shizuka la vide immergersi nei pensieri e guardare nel vuoto cercando qualche ricordo o informazione.
- Esiste una simile creatura ora che ci penso. - Disse improvvisamente Remilia. - E' un vampiro anch'egli longevo come me. Tutto quello che so di lui è che trae forza dalla disperazione dell'anima delle persone. Anche quando esse sono felice riesce a insinuare in loro il dolore e la paura. Non ricordo il nome perchè l'ho udito solo una volta. Ma forse... - riflettè pochi secondi - No, no è fuori discussione - scosse energicamente il capo come per scacciare delle mosche fastidiose.
- Cosa? - Chiese Shizuka perplessa.
- Mia sorella conosce il suo nome. Lei una volta si scontrò con lui e per poco non lo distrusse - disse Remilia quasi terrorizzata - Ma non so se è il caso di fartela incontrare. Potrebbe finire davvero molto male. - Disse Remilia accigliata.
- Se Flandre-San conosce il nome di questo vampiro è necessario che me lo dica. Devo sapere tutto quello che sa! - esclamò Shizuka impaziente ed emozionata.
- Potrebbe essere davvero pericoloso - Disse Remilia squadrando Shizuka preoccupata. - Ma se ci tieni davvero allora va bene. Ma ricorda una cosa: lei non controlla i suoi poteri e senza volerlo può far saltare in aria una persona. L'unico modo per farla parlare tranquillamente è tenerla impegnata in qualcosa che la diverta.
- Sì, me lo ricordo. - Disse Shizuka decisa. - So cosa fare.
- Va bene allora. Seguimi. - Disse Remilia infine. Percorsero un lungo corridoio anch'esso coperto di tappeti. Le pareti erano tappezzate di antichi quadri che ritraevano splendidi paesaggi su laghi, paesaggi che di certo non appartenevano a Gensokyo.
Si fermarono davanti alla porta di uno scantinato. Era di legno e aveva un grosso anella che serviva a spingerla. Dietro la porta cerano una serie di piccoli gradini.
- Flandre! C'è un'ospite che vuole vederti! - Disse Remilia chiamando la sorella minore. Poi si voltò verso Shizuka - Io ti ho già avvertito dei pericoli che corri spilungona, se ti succede qualcosa non ho intenzione di addossarmi alcuna responsabilità. - disse secca Remilia.
- Non preoccupatevi. - Rispose freddamente Shizuka. Pochi minuti dopo vide avvicinarsi una ragazzina dai capelli biondi corti che si allungavano un pò di più sulla sinistra. Era vestita con un abitino rosso e aveva delle ali con dei critalli colorati. Dimostrava non più di 14 anni e guardava Shizuka con curiosità. Shizuka si ricordò che per evitare di venire disintegrati doveva far distrarre o divertire Flandre, così agitò leggermente le ali e da esse fece scaturire una polverina scintillante che iniziò a galleggiare per aria. Il mucchio di polvere che si era creato si avvicinò a Flandre lentamente e si trasformò ben presto in una farfalla dai movimenti sinuosi. Shizuka ripetè il gesto altre volte e in pochi minuti ci furono tante piccole farfalle fatte di polvere di diamanti che volavano libere a mezz'aria. Flandre aveva un'espressione estasiata e guardava con non poco interesse le piccole creaturine volanti. Quando Shizuka fu sicura che si stesse divertendo iniziò a parlare con voce calma e dolce.
- Flandre-san. Ho delle cose da chiederti. Cose a cui solo tu puoi rispondere. Ti ricordi il nome del vampiro che trae la sua forza dalla disperazione? Il vampiro nato dalla paura e dall'angoscia. - Chiese con una vena d'ansia. Si parlava pur sempre di Flandre. Il pericolo era enorme e persino Remilia guardava la scena con poca tranquillità. Quando sentì la domanda Flandre, che stava cercando di prendere le farfalle, si bloccò improvvisamente e assunse un'espressione seria.
- Questo nome...è un segreto per tutti. Il dolore che viene da un'eclissi di luna. Lui vuole venire. Vuole arrivare in questo posto. Sta provando di tutto. Vuole il potere. Vuole la disperazione. Un vampiro che non muore mai. Zetsu Akatsuki è il suo nome. - Disse infine Flandre con una voce infantile.
- Akatsuki? - ripetè Remilia esterrefatta - ma...ha il tuo cognome. E tuo padre per caso? - Chiese rivolta a Shizuka.
- No. E' impossibile. Mio padre si chiama...Allen Akatsuki. - Disse Shizuka. Stava aprendo bocca per parlare di nuovo ma fu interrotta da un urlo di incredulità di Remilia.
- ALLEN AKATSUKI?! MI STAI PRENDENDO IN GIRO? - Gridò incredula e con un'espressione stupita a dir poco.
- No. Non credete che debba quantomeno conoscere il nome dei miei genitori? - Disse Shizuka perplessa. - Ma come mai tutta questa sorpresa?
Flandre rispose al posto di Remilia.
- Se Zetsu è potente, Allen-Sama si può considerare il principe dei Vampiri. Lui manipola la mente. Fa fare alla gente quello che vuole. Fa vedere e credere ciò che vuole. Può far dimenticare o modificare i ricordi di qualcuno. Può spingere qualcuno ad uccidersi. Il più potente Vampiro di quest'epoca. - Disse Flandre calma.
- Zetsu in confronto ad Allen è uno scherzo. Essere disperati è tremendo è vero. Ma...Vedere quelle immagini. Vedere l'orrore dell'esistenza, ciò che nemmeno puoi immaginare. Zetsu gioca con la disperazione, Allen con la paura. - Concluse Remilia. - Comunque sie Zetsu e Allen sono fratelli. Il che vuol dire che Zetsu è tuo zio. Flandre ha detto che è da tempo immemore che Zetsu prova a venire qui a Gensokyo. Il motivo nessuno lo sa.
- Ma allora... - Shizuka stava per concludere le sue supposizioni sull'avvertimento che sua madre le dava sulla lettera, ma s'interruppe per paura che le sfuggissero troppi particolari. Ripensò a ciò che avevano detto Remilia e Flandre su suo padre. Dunque era un essere tanto potente? Le non ne sapeva assolutamente nulla...
- Beh...non ho più niente da chiedere Remilia-Sama. Ma grazie del vostro tempo. Ad uno schiocco di dita la farfalla di polvere si materializzò e diventò solida. Era una vera opera d'arte. Una piccola farfalla che splendeva in mille sfaccettauture. Flandre la fissò esterrefatta ed entusiasta.
- E' per te, Flandre-San. Per ringraziarti del tuo prezioso aiuto. - disse Shizuka sorridendo. Flandre la guardò pochi secondi e poi si rivolse a lei:
- Nee, Shizuka onee-san. Vieni ancora. Mi piacciono le farfalle di polvere. - Disse Entusiasta. Shizuka fu davvero sorpresa, ma mai quanto Remilia.
- Certo Flandre-san! Tornerò senz'altro! - Disse infine. Remilia chiamò Sakuya affinchè accompagnasse Shizuka alla porta. Salutò educatamente, ringraziando del tempo e la pazienza spesi. Si librò nell'aria e si mise in cammino verso casa. Ormai era il tramonto e il paesaggio era ricoperto da un misto di colori che andavano dal rosso al viola chiaro. Shizuka osservava il paesaggio pensando alle preziose informazioni ricevute quel giorno. Seppe che aveva fatto la scelta giusta decidendo di venire da Remilia. Adesso sapeva contro chi doveva combattere. Sapeva che sarebbe stata una battaglia difficile e dolorosa, ma pensò anche che non sarebbe mai stata da sola e avrebbe avuto dalla sua parte la sua amata padrona.

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Kira Lushia »

che capitolo fAigo *_*

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Capitolo 6 - Il Giglio Bianco


Era una fresca giornata Primaverile. Il cielo era limpido, sfumato appena da qualche batuffolo di nuvole bianche come il cotone. Si sentiva il canto degli uccellini e gli insetti volavano tra i fiori cercando il polline. Una ragazza coi capelli rossi correva sul campo di gigli esortando una bambina a raggiungerla.
- Dai Nanagi! Sei troppo lenta! - Ridacchiò la ragazza.
- Ma non è valido onee-chan! Tu puoi volare! - ribattè la ragazzina ansimando per la stanchezza. Shizuka si voltò e la raggiunse.
- Sei proprio una pappamolla Nana. Io alla tua età non sapevo volare e correvo come una lepre. - disse compiaciuta.
- Ma...ma tu sei una vampira! - ribattè quasi co le lacrime agli occhi. Era evidente che quella Shizuka dai capelli rossi stava prendendo in giro la sua amica.
Si rincorsero nel prato, ridendo e sghignazzando a più non posso, rotolandosi a terra e fermando a contemplare il cielo.
- Da quando ci sei tu qui la città è più allegra. Sei così buona con noi. Ci aiuti sempre. - Disse dolcemente Nanagi guardando il cielo distesa sull'erba.
Shizuka non rispose. Sentì un gran calore al cuore. Sorrise tra sè e continuò a guardare le nuvole soffici dipinte nel cielo.
- Nè, onee-chan. E' vero che sei stata con delle persone cattive che volevano impossessarsi delle magie segrete e potenti? - Chiese cauta Nanagi girandosi a guardare la mezza-vampira che era distesa accanto a lei. Shizuka riflettè per qualche minuto senza dire una parola. In fondo non era poi una novità. Tutti conoscevano la l'Alleanza dell'Incubo e i suoi scopi. Non era impossibile che qualcuno conoscesse anche i membri.
- Sì. E' vero. - Rispose fermamente Shizuka. - Ma ormai ho dimenticato quella vita. Non devi preoccuparti Nana. - disse sorridendo Shizuka. Nana la guardò e le rivolse un sorriso talmente felice che Shizuka pensò stesse per piangere. La prese per mano e le parlò:
- Sarà meglio che torniamo a casa adesso. Sono sicura che i tuoi genitori saranno preoccupati per te. - Disse Shizuka.
- Uffa, ma io volevo restare un altro pò con te! - rispose la bambina contrariata.
- Domani potremo tornare! - Le ricordò la mezza vampira. - e ci divertiremo ancora più di oggi. - promise. La ragazzina parve riflettere per qualche secondo, poi si arrese.
- E va bene. - disse rassegnata.
- Andiamo, allora! - Disse tendendolo la mano. Lei pa prese e tutto d'un tratto Shizuka se la mise in braccio e spiccò il volo. Inizialmente Nanagi chiuse gli occhi per l'insicurezza, ma poi li aprì e scoprì un miraggio. Si vedeva il mare azzurro che si estendeva fin oltre i luoghi dove gli occhi potevano scrutare. l cielo di un azzurro delicato accarezzava dolcemente la linea del mare. Il venticello rinfrescava il clima. Le anatre selvatiche sorvolavano il cielo in cerca di territori più cladi. Nanagi ammirava in silenzio quel paesaggio dalla bellezza incomparabile, tra le braccia di Shizuka che si avvicinava alla città. La bambina si girò verso Shizuka e vide il riflesso azzurro del cielo nei suoi occhi. Un sorriso sereno le segnava il bel volto. La bambina si chiese come una creatura tanto bella potesse essere appartenuta all'oscurità. Vide le ali che alla luce del sole splendevano come diamanti e sentì il desiderio di toccarle.
Quando furono abbastanza vicine, Shizuka iniziò a planare dolcemente e atterrò davanti ad un negozio di fiori. Una donna ben in carne coi capelli castani raccolti in un chignon, con un grembiule verde alla vita e una camicia un pò smussata, le aspettava sulla soglia. Nanagi nonappena la vide le saltò in grembo.
- Mamma! - Esclamò gioiosa.
- Di nuovo a giocherellare in giro, eh furbacchione? - Disse con aria seria. Ma non riuscì a mantenere il broncio troppo a lungo e allargò la bocca in un sorriso da cui emanava un'aria materna e protettiva. - Ma poi...che farei senza di voi? Grazie, Shizuka-chan, per averla portata fuori. - Disse rivolta alla mezza vampira. Nanagi nel frattempo era entrata in negozio seguita dallo sgardo di Shizuka. Quando sparì Shizuka guardò la madre.
- Non c'è di che Soragi. Per me è stato un piacere. - rispose dolcemente Shizuka.
- Da quando è morto suo padre non ne ha voluto sapere di uscire di casa. Da quando ci sei tu sorride sempre ed è molto più felice. Grazie. Non so come ringraziarti, davvero. - Iniziò a lacrimare ed estrasse un fazzoletto dalla tasca e si asciugò gli occhi. Shizuka le sorrise ancora.
- Le voglio molto bene, e sono sicura che lo sa. - Disse. Subito dopo riapparve Nanagi dalla soglia con in mano un mazzo di ortensie azzurrine. Le porse a Shizuka con aria gongolante.
- La mamma le ha raccolte stamani. Vorrei che le avessi tu! - disse con un sorriso raggiante. Shizuka li prese e lesorrise a sua volta. La salutò e si diresse verso un boschetto di salici piangenti, accanto alla radura dei gigli dov'erano state poche ore prima. Si stese sull'erbetta fresca e osservò il cielo. Si rilassò fin quando non avvertì una presenza che si avvicinava a lei. Si alzò a sedere e scrutò torva il nuovo arrivato.
- Di nuovo qui, Sephirus? - Disse freddamente ad un uomo coi capelli bruni, raccolti in due treccine.
- Ne è passato di tempo, Shizuka. Ti abbiamo lasciata a succhiare sangue umano e ti ritrovo a familiarizzare con loro. Che triste visione. - Disse l'uomo scuotendo il capo con incredulità.
- Non ha niente a che vedere con te no? Che sei venuto a fare qui? - Disse la mezza vampira con un tono infastidito.
- Sono venuto a rifarti la stesa proposta e a portarti un messaggio da Night-Sama-
- Puoi dire a Night che non ho la minima intenzione di tornare, nè ora nè mai. Sono stanca di ripetervelo. Ho abbandonato quella vita. Non voglio saperne più. - Lo interruppe seccamente Shizuka.
- Per far cosa? Per vivere assieme agli umani? E' inutile mezza vampira. Non potrai mai cambiare la tua natura. Sarai sempre una creatura in bilico tra luce e tenebre. Non puoi cambiare ciò che sei. - Disse l'uomo.
- URUSAI! - Sbraitò Shizuka lanciandogli dei danmaku che lui evitò prontamente.
- Tsk. E va bene, me ne vado. Ma tornerò.
- Non provarci, feccia. - Disse Shizuka seccamente. Immediatamente l'uomo svanì e Shizuka si girò dal lato opposto. - Io...non tornerò. Io non... - non riuscì a fnire la frase quando si rese conto che delle lacrime iniziarono a scendere sul suo viso. Si portò le mani al viso e pianse silenziosamente chiedendo il senso della sua esistenza. Cos'era? A cosa valeva una simile vita? Perchè i suoi genitori avevano deciso di farla nascere nonostante sapessero che sarebbe stata incompleta? Le lacrime continuavano a scendere copiosamente, mentre lei rimirava la dolce luce della luna piena sul cielo notturno. Sentì improvvisamente dei leggeri passi avvicinarsi nella sua direzione. Non voleva che qualcuno la vedesse così, quindi non si voltò. Il nuovo arrivato emanava una dolce fragranza di Giglio e nonostante lo sterminato campo di fiori, quel profumo si distingueva per la delicatezza e la dolcezza. Un profumo conosciuto e caro.
- Piangi ancora? - Disse l'inconfondibile voce fanciullesca di Nanagi. - Percepisco...i flebili sussurri del tuo cuore. Quella solitudine che appartiene solo a te...che nessuno può toccare. Avrei voluto poterla alleviare.
- Non c'è nulla...che nessuno possa fare. Non sono umana, nè celestiale, nè vampiro. Non appartengo completamente a questo mondo nè al paradiso. Non potrò mai essere davvero me stessa. Per cosa sono nata in questo mondo? - Disse Shizuka sempre senza voltarsi.
- E' un'esistenza triste...disperata...ma se non hai uno scopo in questo mondo, è come se tu non esistessi affatto. Povera mezza vampira. Piangi ancoa disperata. Ti prego, smetti di ferire il tuo cuore. - Disse Nanagi con espressione triste.
Seguirono lunghi momenti di silenzio. Momenti che sembravano ore. Ogni cosa taceva, illuminato dai raggi della luna. Sembrava che la sua luce non dovesse spegnersi mai; ad un tratto Shizuka avvertì un bruciore. Un fuoco che non aveva mai percepito prima. Era caldo, e dventava sempre più violento. Le consumava il petto e a mano a mano che ingrandiva le sembrava di essere immersa in un mare di fiamme. Alzò gli occhi al cielo con la mente in fiamme, chiedendosi se il paesaggio attorno a lei fosse davvero avvolto dalle fiamme, sorprendendosi di non vedere alcun mutamento, se non un lento oscuramento. Alzò gli occhi al cielo e vide che la luna si stava nascondendo. La sua bianca luce svaniva secondo dopo secondo, inghiottita da un buio desolante e infinito. Quel candore che poco prima illuminava tutta la radura si stava trasformando in una luce cremisi. La sua mente iniziò a perdere ogni visione della realtà. Il fuoco continuava a divorarla. Non riusciva più a restarelucida. Secondo dopo secondo il dolore la divorava. Sentiva in sè una sensazione mai sperimentata prima. Come una belva oscura e malvagia che tentava di liberarsi. Sapeva che se glielo avesse permesso sarebbe successo qualcosa di terribile e sforzandosi di tornare in sè lottò con tutte le forze che aveva. Chiuse gli occhi cercando dentro sè stessa la causa di quel fuoco divoratore e vide davanti a sè la sua stessa immagine, in quella che però sembrava una parodia meravigliosa e agghiacciante. La sè stessa davanti a lei parlò e aveva un magnifico sorriso stampato sul volto:
- Dimmi, Shizuka...perchè ti ostini a tenermi chiusa qua dentro? Perchè continui a mentire a te stessa? Per troppo tempo hai vissuto nell'ombra della tua stessa esistenza. Ora puoi liberarti da quel peso, diventare più potente e sottomettere le deboli razze al tuo volere, superando la forza dello stesso padre che ti ha abbandonata!
- Io non posso...io non sono...che una metà incompleta. - Rispose la vera Shizuka con aria affranta.
- Ma tu puoi cambiare questa realtà! - continuò la Shizuka malvagia. - Devi solo volerlo. Rinnega la tua odiosa natura celestiale. Rinnega la debole luce che ti porti dietro come un fardello. Rinnega il paradiso e dammi la liertà!
La vera Shizuka cedette. Si sentì mancare e sprofondò nei profondi meandri dell'oscurità. Quando riaprì gli occhi rivide davanti a sè la radura e il campo di gligli. Sentì di nuovo la deliziosa scia di profumo che emanava la bambina che ancora stava alle sue spalle. Quando si voltò vide l'espressione della bambina in quella che in un primo momento sembrava un'espressione addolorata, ma che immediatamente si trasformò in sgomento e paura.
- Shizuka onee-chan...- sussurrò la bambina. Tutto accadde con una velocità impercettibile. Erano passati secondi, forse millesimi. Shizuka si trovò improvvisamente le mani imbrattate di sangue e sentì un intenso profumo che le dava un'ebbrezza incontrollabile. Sentiva sulle labbra l'inconfondibile e irresistibile sapore di sangue. Per un minuscolo istante le sembrò di sentire un urlo nella sua mente, un grido che le diceva di fermarsi, ma lei non vi badò. L'eccitazione che provava in quel momento era inarrestabile. Ne voleva ancora. Sorvolò per tutta la radura fino ad arrivare al villaggio umano. Lì avrebbe potuto soddisfare la sua sete a sazietà. Planò soavemente al centro della piazza dove si trovavano le poche coppiette di innamorati che ancora passeggiavano. Quando la videro arrivare si girarono immediatamente nella sua direzione come avessero visto apparire un demonio e Shizuka immaginò che aspetto dovesse avere. Ma aveva sete, e doveva bere altro sangue. Si avventò su una coppia che si teneva per mano ed era a pochi passi da lei. Li dilaniò tanto velocemente che nemmeno si rese conto del tempo e subitò si avventò su tutti gli altri. Le urla dei presenti attirarono altra gente. Più gente veniva, più Shizuka ne uccideva. Era uno sterminio senza fine. Più sangue beneva, più il suo corpo ne esigeva. Non seppe mai quanto tempo passò. Le urla disperate nella sua testa si fecero sempre più forti. Il fuoco tornò a bruciare di nuovo violento e intollerabile. Aveva bisogno di placarlo e sapeva che il sonno era il miglior rimedio. Tornò alla radura si accoccolò accanto all'albero su cui si era seduta poco prima e si addormentò senza pensare minimamente a ciò che era accaduto. La bestia che si era risvegliata in lei l'aveva stremata. Non seppe più quanto tempo fosse passato, che calò un buio profondo.
Quando si risvegliò era l'alba. Si alzò con tutti gli arti intorpiditi. Si sentiva ancora stremata e dolorante. Sembrava fosse tornata in sè e non ricordava assolutamente cos'era accaduto la sera prima. Si guardò attorno attonita. Il suo sguardo si posò su una grossa macchia di sangue dietro l'albero vicino a cui si era addormentata.
- M-ma..cosa... - balbettò incapace di immaginare cosa potesse essere successo. Nella sua mente balenò improvvisamente un terrore mai provato prima. Si alzò velocemente in volo e corse a perdifiato verso il villaggio umano per controllare la situazione. Ciò che vide era un rivoltante spettacolo di sangue e morte. Ogni cosa era stata devastata e imbrattata di sangue. Camminò lentamente incapace di parlare. Lo shock che provò le fece salire un conato di vomito. Impallidì all'improvviso quando pensò a Nanagi. E se le fosse successo qualcosa? Corse immediatamente al negozio di fiori devastata dal terrore e dal disgusto per la raccapricciante carneficina che era stata fatta. Nonostante ci fosse tutto quel sangue non vide nessun cadavere. Vide solo nubi di polvere spostarsi nel vento. Nonappena arrivò al negozio chiamò a suqrciagola il nome di Nanagi e sua madre, ma un silenzio assordante aleggiava su tutta la città. Senza capacitarsi ancora di ciò che aveva visto si buttò con le ginocchia a terra coprendosi il viso con le mani, presaa da tremiti incontrollati e violenti.
- Avresti dovuto prevederlo Shizuka. - Disse una voce profonda alle sue spalle. - E' proibito rinnegare la prorpia natura. Specialmente per te che vivi in un fragile equilibrio.
Shizuka abbassò le mani e si voltò con un'espressione assente e vuota.
- Ni..Nig-ht... - cercò di parlare ma sembrava che la sua voce fosse stata rubata dal profondo silenzio della città.
- Mia povera Shizuka. Sei caduta nelle tenebre. Ti avevo detto di seguirmi. Sapevo che non avresti più potuto controllare il tuo cuore. Ormai, sei destinata a disperarti. - Disse Night con amarezza.
- No...

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

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Capitolo Extra 1 - Cuori all'unisono



- Nobile Shizuka, Night-Sama ha espresso il desiderio di vederti. - Disse un uomo coi capelli castani raccolti in piccole treccine. Mostrava un atteggiamento di riverenza e stava in ginocchio davanti ad una donna dai lunghi capelli scarlatti. Stava sdraiata su un divano sorseggiando del vino. Era vestita con una leggera veste di seta pura che lasciava le gambe scoperte. Se non fosse esattamente l'incarnazione di una magnifica immortale nemmeno gli umani avrebbero potuto restisterle. Teneva gli splendidi occhi porpora fissi fuori dalla finestra. Passò qualche istante prima di rispondere.
- Digli che lo raggiungo tra poco, Sephirus. - Disse infine con voce fredda e disinteressata. Poi si voltò verso l'uomo, guardandolo con un'espressione enigmatica e gli sollevò il viso delicatamente con le mani. - Perchè distogli lo sguardo? Ti incuto forse timore?
- Il timore che riesci ad incutere è pari solo alla tua bellezza, Nobile Shizuka. - Disse sempre con reverenza attirato da quegli occhi magnetici. La fissò per un minuto interminabile. Shizuka fece un sorriso ambiguo e avvicinò il suo viso quasi per sfiorare le sue labbra.
- Per quanto una rosa possa essere bella, nulla può toccarla. Tu non puoi avermi. - Gli sussurrò col viso a pochi centimetri dal suo.
- Che donna crudele. Sai benissimo ciò che il tuo effimero aspetto suscita in coloro che lo rimirano e te ne approfitto. Ma è per questo che ti adoro. - rispose lui con un sorriso privo di gioia. Shizuka si mise addosso un morbido mantello di seta e si diresse verso la soglia. Camminò per tutto il corridoio fino ad arrivare all'ultima stanza. Giunta davanti alla porta bussò due volte.
- Entra Shizuka. - Disse la voce profonda di un ragazzo, non ancora diventato uomo. Shizuka entrò e richiuse la porta dietro di sè. Quando Night la chiamava in modo così urgente significava che stava male ed era in preda a dei terribili tormenti.
- Volevi vedermi, Night? Qualcosa non va? - Disse Shizuka addolcendo il suo sguardo e guardando il ragazzo quasi con tenerezza. Era l'unico a cui riservava la sua rara bontà.
- Si, ti prego. Ho bisogno di te. - La invitò quasi con una voce tremante. Si coprì il volto con una mano per nascondere la sua angoscia, anche se sapeva bene che Shizuka riusciva a cogliere ogni attimo di disperazione che lo tormentava. Era un tenebral, destinato all'eterno dolore. Lei gli si avvicinò scostando la mano dal suo viso e lo guardò negli occhi con dolcezza.
- Io sono qui. Ci sarò sempre, non ti abbandonerò mai. - Gli accarezzò il viso con la mano per cercare di placare almeno per un pò il suo dolore. Lui la strinse a sè più che poteva. Cercò di percepire i battiti del suo cuore, ma sapeva bene che Shizuka era una creatura dell'oltrevita, proprio come lui. Una creatura intrappolata in una natura crudele. Sapeva che anche lei era tormentata in un divario intrascendibile. Eppure era con lui, sempre pronta a colmare il vuoto che si creava. Lei ricambiò l'abbraccio e lo strinse finchè non lo sentì placarsi, poi gli parlò.
- Cos'è successo? Ti va di parlarne? -
- Ho rivisto Vaan. - Rispose lui.
- Vaan? - Shizuka lo fissò preoccupata. Conosceva quel tenebral per la temibile fama che lo precedeva.
- Si.
- Cosa hai visto?
- Era...una strana luce. Qualcosa che non ho mai visto.
- C'entrava con me?
- Non lo so.
Restarono in silenzio per un pò. Fissarono il vuoto per un pò e poi Shizura riprese a parlae.
- Te l'ho detto; non ti lascerò, qualunque cosa accada. Ci apparteniamo, e questo non cambierà mai. - Disse guardandolo con uno sguardo malinconico. - Se dovremmo sconfiggere Vaan, lo faremo assieme.
- Per sempre. Assolutamente. - Concluse lui. Poi le mise una mano sotto il mento e le alzò il viso. Si avvicinò a lei e posò delicatamente le labbra sulle sue. Quando si staccò la guardò negli occhi per un momento inerminabile.
- Questo è il nostro unico e solenne giuramento.

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

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Capitolo 7 - Il minore dei mali



Era mattino e il sole trapassava le finestre. Shizuka si svegliò infastidita dalla luce mattutina. Si riparò gli occhi e si alzò. Era stravolta e si sentiva stanca. I capelli erano di un intenso rosso porpora. Non li tingeva da un pò, da quando non usciva.
- Ancora mi tormenti nei sogni e mi guardi sempre con quello sguardo angosciato. Mi offrirai mai il tuo perdono? - Disse a qualcuno che non c'era, quasi a sè stessa. Si alzò e si andò a vestire e si recò in cucina a preparare il tè e poi si diresse nella stanza di Yukari. Bussò un paio di volte e quando sentì la voce della sua padrona entrò con molta discrezione.
- Buongiorno, Yukari-Sama. Vi ho portato il tè. Spero abbiate dormito bene. - Disse posando il vassoio sul tavolino.
- Buongiorno, Shizuka. Sì, ho dormito bene. Non si può dire altrettanto di te. Ti ho sentita urlare. Va tutto bene? Non hai una bella cera. - Disse Yukari scrutandola dicretamente mentre sorseggiava il tè.
- Io...oh...chiedo scusa. Probabilmente vi ho disturbata. Vi chiedo umilmente perdono Yukari-Sama. - Rispose Shizuka mortificata. Il sogno che aveva fatto era piuttoso frequente, ma in genere ne vedeva solo qualche parte, qualche scena sfocata. Quella notte invece aveva ripercorso per intero quella parte incancellabile e dolorosa della sua vita prima di arrivare a Gensokyo.
- Non fa nulla, non preoccuparti. Ma non vorrei che ti stessi ammalando. Forse dovresti andare da Eirin a farti dare qualcosa. Ormai ti sento quasi tutte le sere. Anche Ran mi ha detto che ti sente urlare come se fossi in pericolo, cose incoerenti. Non puoi affrontare i tuoi doveri così. Voglio che tu sia in piena forma. Lascia stare le faccende qui, ci penserà Ran. - Le disse con espressione seria.
- Vi ringrazio dei vostri riguardi per me Yukari-Sama. Farò come mi avete ordinato. - Disse a capo chino. Si congedò, prese le sue cose ed uscì. Si sentiva stanca e non riusciva a volare, così si mise il cuore in pace e iniziò a camminare. Il sole quel mattino era particolarmente fastidioso, nonostante fosse una giornata invernale. Si mise un mantello coprendosi dai fastidiosi raggi del sole e dalla brezza fredda e si incamminò. Non era la prima volta che percorreva tutto il percorso a piedi, quindi conosceva la strada e il percorso che doveva prendere per evitare di perdersi. Sapeva che nelle vicinanze probabilmente si trovava Chen e per evitare di incrociarla e di perdere tempo con le sue trovate infantili percorse un tratto secondario e proseguì verso la Bamboo Forest. Sembravano passate molte ore e la stanchezza iniziava a farsi sentire. Riuscì a camminare per un breve tratto della bamboo forest, poi iniziò a fare degli intervalli sempre più lunghi. Quando ricominciò a camminare si sentì talmente sfinita da avere la vista offuscata. Ormai era solo il senso dell'ordine che le aveva impartito Yukari che la faceva camminare. Alla fine si sentì mancare. Le gambe le cedettero e crollò a terra. Vide il buio e non capì più cosa accadeva attorno a lei. Non seppe quanto tempo era passato, ma quando aprì gli occhi capì di non trovarsi più nella foresta. Si alzò e si guardò attorno; era in una camera per ricovero. Accanto al letto su cui si trovava c'era un comodino su cui erano poggiate alcune fiale che contenevano vari miscugli. Al suo braccio era attaccato un ago per flebo. Sentì la porta aprirsi e apparve una ragazza con lunghi capelli lilla raccolti in due codini. Aveva degli spendidi occhi azzurri che ricordavano il luccichio del ghiaccio. Era piccola di corporatura ma abbastanza formosa. Portava in mano una scatola con dei medicinali e dei medicamenti. Si avvicinò al letto di Shizuka e le staccò la flebo.
- Sono all'Eientei, vero? - Chiese Shizuka guardando la ragazza.
- Proprio così. - rispose lei in tono serio.
- Che cosa mi è successo? -
- Ti ho trovata nella Bamboo Forest svenuta. Avevi la febbre alta e avevi perso molti sali minerali. Eirin-sensei ti ha messo quesa flebo per farti riprendere le sostanze che ti servivano. - spiegò la ragazza.
- Mi spiace del disturbo che ho creato. - Disse Shizuka mortificata.
- Nessun disturbo. Non sei la prima che sviene per mancanza di energie. -
- Beh, in realtà stavo venendo proprio qui. Dovrei parlare con Eirin-sensei. -
- Sarà qui a momenti. Nel frattempo potrai riposare. -
Shizuka fissò per un pò la ragazza. Era un viso sconosciuto, non l'aveva mai vista prima. Se si trovava all'Eientei a lavorare significava che doveva essere una lunare scappata dalla Luna. Non aveva nemmeno le orecchie, quindi doveva senz'altro trattarsi di una nobile. Decise così di saperne di più.
- Dimmi...sei qui da molto? Non ti ho mai vista da queste parti. - Le chiese con tono amichevole.
- In realtà non da molto. Sono arrivata di recente perchè...beh, è una storia lunga. - Rispose quella sempre con tono serio e sulle sue.
- Ma allora, sei una clandestina anche tu. - continuò Shizuka.
- Clandestina? - Chiese incuriosita e quasi scioccata la ragazza.
- Non te l'hanno detto? Chi scappa dalla Luna e viene a vivere qui è considerato un fuori legge, un clandestino.
- Ma cosa stai dicendo? - La ragazza sembrava sconcertata. Possibile che nessuno le avesse mai detto ciò che comportava vivere sulla terra con Eirin e Kaguya? La loro conversazione fu interrotta dal rumore della porta che si apriva. Una donna coi capelli argentei e gli occhi blu si diresse verso il letto di Shizuka. Aveva un lungo abito blu e rosso e un cappello da infermiera del medesimo colore.
- Hai fatto un buon lavoro Higure. Ora me ne occupo io. Puoi andare. - Disse la donna alla ragazza dai capelli Lilla.
- Vi ringrazio, Eirin-sama. Prendo congedo. - le rispose la ragazza di nome Higure. Eirin si voltò verso Shizuka facendole un sorriso.
- Allora, come ti senti? Eri ridotta piuttosto male, Shizuka-san. - Disse Eirin trafficando con alcune medicine.
- Beh, effettivamente stavo venendo qui perchè non mi sentivo bene. La ferita brucia con una certa frequenza e ho anche alcuni disturbi del sonno. - Disse osservando Eirin mentre lavorava.
- Oh, capisco. Beh, per cominciare metti questa pomata al mattino a alla sera. - Le rispose Eirin selezionando un barattolo marroncino con un'etichetta sbiadita. Poi ne prese un altro più piccolo e glielo porse. - Questo invece è un sonnifero. Su di te dovrebbe avere effetto. Contiene essenza di Lilium. Ti farà dormire senza sogni. - Spiegò.
- Grazie, Eirin-sensei. Sarà meglio che vada ora. Sono stata per troppo tempo fuori da casa.
- Molto bene. Fa attenzione mi raccomando. Dirò ad Higure di portarti gli abiti. Arrivederci, Shizuka-san. - Disse infine Eirin, vongedandosi. Pochi minuti dopo rientrò Higure col Kimono e il mantello di Shizuka ben piegati e puliti. Li porse alla mezza vampira e la accompagnò nonappena ebbe finito di vestirsi.
- Fai attenzione, mi raccomando. - Le disse Higure - Arrivederci.
- Arrivederci - Rispose Shizuka. Si sentiva davvero meglio e riusciva a volare. Percorse tutta la Bamboo Forest a piedi e senza intoppi. Scorse qualche lunare ogni tanto che andava avanti e indietro portando fagotti e borse. Non passò molto tempo prima che arrivasse al limitare della grande e centenaria foresta. Iniziò a sbattere le ali per prendere quota allorchè sentì un fruscio proprio dietro di lei.
- E' passato molto tempo, non è vero, "Shizuka-Sama"?

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

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Capitolo Extra 2 - La Lady e la mezza vampira



- Sbrigati Shizuka, o ti prenderanno! - Urlò Madoka disperata e affannata.
- Come hanno scoperto che sono stata io? - Disse Shizuka all'amica.
- Non ne ho idea. So solo che non ti capirò mai. Ma perchè non li attacchi? - Rispose l'amica accigliata.
- Se io li attaccassi...morirebbero. - Disse Shizuka con uno sguardo addolorato.
- Andrà tutto bene, Shizuka. - Le sorrise Madoka. Corsero per una lunga via e si nascosero in un edificio abbandonato. Shizuka si sedette per riprendere fiato. Madoka percorse la grande stanza per accertarsi di non essere seguite.
- Sembra che non ci sia nessuno. Meglio, potrai riposarti. - Disse sospirando. Shizuka si mise accovacciata con la testa tra le gambe. Non voleva guardare in faccia Madoka. Si sentiva ancora distrutta dall'accaduto di pochi giorni prima.
- Loro...hanno tutte le ragioni per volermi uccidere. Ho commesso un grave peccato dopotutto. - Disse con voce spenta.
- Loro non capiscono in che situazione ti trovi. Gli umani sono creature davvero stupide. Non hai potuto far nulla no? Non possono prendersela con te. - Sentenziò Madoka arrabbiata.
- So solo che ormai non ho più dove andare. Non posso tornare là. Non posso andare da Night. Non posso andare agli inferi nè in Paradiso. Che senso ha stare in questo mondo? - Disse depressa.
- Adesso smettila! Non hai potuto evitare quel che è successo! E' nutile rimuginarci sopra! Che potevi fare? E' la tua natura! - Esclamò sgomenta Madoka. Shizuka si rialzò e si erse in tutta la sua statura.
- GIA', E' LA MIA NATURA! UNA NATURA CHE NON E' NE' DEMONIACA NE' ANGELICA. IO NON DOVREI ESISTERE! LA MIA ESISTENZA E' SOLO UN GRANDE SBAGLIO! - Urlò furiosa Shizuka. All'improvviso ci fu una luce fortissima che le accecò. Shizuka si sentì risucchiata in una sorta di baratro e sparì.

- Yukari-Sama, ecco il suo tè.
Quel pomeriggio pioveva fittamente. Non avevo voglia di uscire, nè di dormire. Ormai la vita a Gensokyo diventava sempre più monotona, e quelle rare volte che qualche altro youkai di basso livello decideva di disturbare la quiete Reimu era pronta a fermarlo prima ancora che si venisse a sapere. Non capivo come facesse a preferire tutta quella noiosa pace. Sono una youkai longeva dopotutto. Ormai sono poche le cose che mi divertono, a parte creare trambusto. Quando ran si congedò io iniziai a sorseggiare il tè osservando il cielo, pensando a cosa avrebbe potuto movimentare un pò la giornata, una come tante. Non avevo in mente nulla, e in quella giornata piovosa non valeva la pena di uscire. Ad un certo ebbi una strana sensazione. Come se ci fosse qualche strano squarcio dimensionale. Mi chiedevo chi altri, oltre a me avesse il potere di attraversare le dimensioni. Dopotutto io ero l'unica a Gensokyo in grado di fare una cosa simile. Sentii un forte rumore provenire dall'ingresso principale. Non aspettai che Ran mi venisse a riferire l'accaduto. Mi alzai e percorsi la casa arrivando nel corridoio principale. Vidi Ran correre verso di me agitata. Le chiesi spiegazioni.
- Che succede Ran? Cos'era quel rumore?
- Dovete venire a vedere di persona Yukari-Sama. C'è qualcuno all'ingresso. - Rispose lei seria. Percorremmo l'ultimo tratto di coridoio e arrivammo all'ingresso. Quando uscii vidi una ragazza impiedi, lì davanti. Aveva lo sguardo assente. Era molto bella, ma aveva una faccia sconosciuta. Non l'avevo vista mai a Gensokyo. Aveva dei lunghi capelli rosso cremisi e degli occhi color porpora. Era esile ma ben proporzionata. Riuscivo a sentire la sua forza. Era molto potente, ma non capii cosa fosse. Aveva due ali fatte di candide piume attaccate ad ornamenti d'oro. Da esse pendevano dei diamanti scintillanti che le facevano brillare. Mi chiedevo da dove provenisse e se fosse stata lei a provocare quello squarcio dimensionale. Le chiesi il suo nome.
- Dimmi...chi sei?
Mi guardò per qualche istante con lo stesso sguardo assente. Poi abbassò gli occhi e rispose con voce spenta:
- Shizuka...Akatsuki...
Sebbene io non fossi solita ad accogliere qualcuno decisi di prendermene cura. Non sapevo perchè avevo preso quella strana decisione. Ma col tempo capii il perchè. Mi affascinò l'aura di quella creatura. Era un incrocio tra un vampiro e una celestiale, così mi disse. Scoprii che era in grado di aprire varchi dimensionali, seppur non come me. Controllava i cristalli e aveva un potere notevole, ma non sapeva controllarlo. In tutto il tempo che è stata con me le ho sempre insegnato a controllare la sua forza e lei si è sempre dimostrata sveglia e capace. In cambio del mio aiuto la nominai mia assistente e le feci fare tutto ciò che poteva evitare la mia presenza e che non poteva fare Ran. Non mi disobbedì mai e mi dimostrò sempre devozione e gratitudine. Dopo tutti questi anni passati non so ancora se la presi con me per la sua forza o per qualche altro motivo. Probabilmente credevo che se non l'avessi accolta sarebe andata in pezzi come il suo mondo. Vedevo in lei tutta la disperazione che la sua situazione le causava e provavo pena per lei. Mi chiedo se dopo tutti questi anni quel dolore inestinguibile sia ancora padrone del suo cuore. Ormai la considero parte della famiglia e non saprei immaginarmi la vita senza di lei. Ma nonostante ciò io so che prima o poi dovrà tornare indietro ad affrontare i pericolosi fantasmi che la assillano ancora. Mi chiedo solo se per allora sarò disposta a lasciarla andare.

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Stage 8 - Una famiglia potente



- So-so-so...Sou-ten! Tu-tu-tu-tu-tu...COSA CI FAI QUI??? - Gridò stralunata Shizuka al nuovo arrivato.
- Ti cercavo ovviamente. - Rispose lui. - D'altronde è stato tuo padre a ordinarmi di cercarti. Sono al suo servizio, ricordi?
- Ma-ma-ma-ma perchè? Perchè sei qui? Come sei venuto? Quando? Come? CHI? - Disse disperata la mezza vampira.
- Se ti calmi magari riesco a spiegarti. - Sentenziò quello.
- Non bastavano già i miei problemi, adesso devo pure avere i lupastri tra i piedi! Ma perchè sono nata con questa malasorte?
- Perchè sono lo spirito guida della tua famiglia, no? - Disse ironico lui.
- Ah, che bello. - rispose lei senza alcun entusiasmo. D'altronde sapeva di averlo messo nei guai molto tempo prima. Sou-Ten serviva la sua famiglia da intere generazioni, preservando tutti i segreti, gli intrighi e le faccende mondane. Era uno spirito guida, un essere appartenente al mondo spirituale, quindi una creatura potente. Aveva le sembianze di un ragazzo di non più di 18 anni. Aveva orecchie e una coda da lupo bianchi. I capelli erano raccolti in un codino ed erano bianchi anch'essi. Gli occhi erano dorati e avevano un'espressione intelligente e un pò impertinente. Indossava dei tipici abiti cinesi: aveva dei larghi pantaloni beige e una casacca color sabbia con decori dorati. Stava sospeso a mezz'aria con le gambe incrociate da cui scaturivano delle fiamme bianco-dorate. Osservava la mezza vampira con un'espressione tra il rimprovero e il divertimento. Era un tipo piuttosto sadico. Shizuka dal canto suo aveva un'espressione disperata e quasi arrabbiata. Lui continuò a parlare.
- Beh, innanzituttio devi sapere che sono qui perchè tuo padre mi ha detto di dirti che sei in punizione. - Disse lui in tono serio.
- CHE COSA??? E PERCHE'? - Gridò lei sconvolta.
- Innanzitutto per essere scappata esattamente 134 anni fa pur sapendo che eri sotto la mia supervisione. Poi vediamo...per aver attentato alla vita di diversi capi di stato, per aver ucciso diversi druidi e stregoni, per aver rubato i poteri a molti youkai, per esserti divorata un villaggio intero e per essere venuta qui senza dire niente a nessuno. Ti sembrano motivazioni sufficienti o devo aggiungere anche la poligamia e il tradimento? - Disse lui con un sorrisetto sadico.
- MA-MA, COME LE SAI TU TUTTE QUESTE COSE? E poi io non mi sono sposata e-e-e poi non è vero che ho attentato alla vita dei capi di stato! Era difesa personale! - Disse lei con un tono quasi isterico.
- Beh, difesa o no sei comunque in punizione. - Sentenziò lui.
- E quale sarebbe questa punizione? - Chiese lei esasperata.
- Conoscendo i tuoi precedenti e sapendo quanta poca bontà tu sappia regalare alle persone direi che ti terrò d'occhio per assicurarmi che tu sia cordiale e dolce con tutti. - Disse lui mettendosi una mano sul mento. Shizuka non sapeva se svenire o mettesi ad urlare. Proprio lei, che amava divertirsi torturando la gente, doveva essere invece cordiale e gentile? Sapeva che era impossibile così la sua irritazione prese il sopravvento e lanciò migliaia di danmaku verso Sou-Ten, che li schivò con precisione chirurgica, arrivò alle spalle di Shizuka e le bloccò le braccia torcendole e incrociandole sulla schiena. Shizuka non se ne rese conto, poichè fu così veloce che se lo ritrovò addosso senza potersi nemmeno allontanare. La sua presa era dolorosa e micidiale. Non aveva mai sentito un dolore simile in vita sua e non capiva come facesse a non potersi muovere. Avrebbe voluto scaricargli altri danmaku ma si sentiva infiacchita e indebolita, senza contare che era ancora convalescente e non aveva troppe riserve di energia.
- Lasciami! Mi fai male! Ahi-ahi-ahi-ahi-ahi-ahi-ahi-ahi!!! BASTA! VA BENE! TI PROMETTO CHE NON MI RIBELLERO' MA LASCIAMI! - Gridò lei in preda agli spasmi dolorosi. Sou-Ten la liberò dalla sua stretta e lei si massaggiò le braccia ancora indolenzite.
- Ti conviene, Shizuka ojou-san. Sai, ho ancora il vanto di essere il più potente guardiano di tuo padre. Non a caso mi ha scelto per venire qui. Chiunque altro avrebbe fatto una brutta fine con te. - Disse lui sorridendo soddisfatto.
- Ti odio. Sei insopportabile. - Disse lei furiosa.
- Sono qui per questo.
- Beh, dato che dovrò averti tra i piedi per un bel pò di tempo suppongo che dovrò presentarti alla mia padrona.
- La tua padrona? Lavori per qualcuno? Mi prendi in giro? Tu non hai mai alzato uno straccio, figuriamoci lavorare per qualcuno.
- Le cose cambiano. - Rispose Shizuka offesa. Era vero che da piccola odiava le faccende e i lavori quotidiani, anche perchè erano faccende che facevano svolgere alla servitù. Ma da quando lavorava con Yukari scoprì di essere molto portata per le commissioni e le mansioni di una certa importanza.
- Sono sicuro che sarà un'esperienza interessante. - Disse lo spirito divertito. Shizuka si sentiva ancora un pò debole e le girava la testa. Si sforzò di aprire un varco che le consentisse di arrivare almeno davanti alla porta di casa. Pronunciò la spellcard e davanti a loro si aprì un piccolo varco nero.
- Da quando sai aprire varchi? - Chiese Sou-Ten sorpreso.
- Da quando Yukari-Sama mi ha insegnato a farlo. - Disse lei disinteressata. Per lei era una cosa Naturale. Yukari era una maestra eccezionale ed era riuscita ad imparare subito a controllare quella sua capacità. Entrarono entrambi nel varco e si ritrovarono davanti al Mayohiga. Shizuka arrivò davanti la porta principale e la aprì. Trovò Ran all'ingresso che stava portando il tè a Yukari e quando vide spuntare Shizuka e il nuovo arrivato si fermò guardandoli.
- Shizuka-San, eravamo preoccupati per te! Yukari-Sama ti aspetta in giardino. - Disse con un'espressione preoccupata.
- Capisco, ti ringrazio, Ran-senpai. - Rispose lei sospirando. Invitò Sou-Ten a seguirla e si diressero verso il giardino, dove Yukari amava prendere il tè. Bussò un paio di volte e quando Yukari le permise di accomodarsi Shizuka entrò un pò preoccupata sulla reazione della sua padrona.
- Yukari-Sama...vi chiedo umilmente scusa per le preoccupazioni che vi ho arrecato. Sono stata vua tanto tempo senza dire nulla. Mi sono svegliata solo oggi. Se vorrete punirmi lo accetterò senza discutere. - Disse lei inchinandosi davanti a Yukari. Quest'ultima d'altro canto la fissò per un pò e le rispose.
- Non c'è bisogno che ti scusi. Immaginavo stessi male, ma l'importate è che adesso tu stia bene. Ma dimmi...chi è il nostro ospite? - Chiese osservando il ragazzo-lupo che nel frattempo era rimasto sconcertato dall'atteggiamento di Shizuka nei contronti di Yukari.
- Lui è Sou-Ten. E' lo Spirito Guida della mia famiglia da diverso tempo. E' arrivato qui sotto ordine di mio padre per impartirmi delle...punizioni per alcune cose che ho fatto.
- Ah, davvero? Beh, non ti chiedo che punizione ti abbia impartito, perchè trattandosi di tuo padre immagino sia qualcosa di perfettamente adeguato a te, comunque sia mi auguro che non ti impedisca di svolgere le tue solite mansioni.
- Vi assicuro che eviterò di essere di intralcio padrona di Shizuka, ma mi auguro che nemmeno voi interferiate con la punizione e l'educazione della mia padroncina. - Intervenne il ragazzo rassicurando la Youkai.
- Molto bene. Allora divertiti! - Disse Yukari sorridendo. Shizuka invece aveva un'espressione terrorizzata.
- NO! VI PREGO, YUKARI-SAMA! NON PERMETTETE CHE MI FACCIA QUESTO! VI PREGO! TUTTI MA NON LUI! - implorò Shizuka quasi comicamente.
- Beh, mia sventurata assistente, considera questa punizione come se fosse anche da parte mia per la tua irresponsabilità. - Disse Yukari con divertimento. - Ora sarà meglio che ti riposi, non vorrei stessi ancora male.
- Da-Daccordo, Yukari-Sama. Prendo congedo. - Rispose la mezza vampira affranta e rassegnata. Tirò Sou-Ten per il braccio e lo condusse nella sua stanza chiudendo la porta violentemente. Lo squadrò con aria assassina e poi parlò:
- Non so quale sia il tuo vero intento, ma sono sicura che tu non sei venuto qui solo per tenermi d'occhio. Mio padre ha un sacco di sottoposti potenti, e non vedo perchè dovrebbe privarsi di te per una stupidaggine del genere. - Disse lei tutto d'un fiato.
- Beh, è ovvio che il motivo sia un altro. Io non mi spreco mica per questi lavoretti da domestiche. - Ribattè lui in tono offeso.
- E allora? Che vuoi? Riportarmi indietro? Uccidermi? Torturarmi? Cosa?
- Niente di tutto questo. Sono stato mandato qui solo per preservarti dai guai. Tuo padre sa che sei sulle tracce di Zetsu Akatsuki, tuo zio e mi ha mandato qui per fermarti. - Rispose serio.
- E perchè mai?
- Perchè tuo padre sa che hai ricevuto la lettera da tua madre, sa che hai capito che Zetsu è sulle tue tracce e sa che lo stai cercando, ma non potrai mai batterlo.
- Questa non è cosa che debba decidere lui! Non c'è stato mai e non sapevo nemmeno che fosse così potente! Persino Remilia Scarlet sapeva quanto valesse mio padre! Lei! E non io! Perchè dovrei ascoltarlo ora?
- Perchè lui ci tiene a te. Io lo so. Senti...so che probabilmente tu sarai adirata coi tuoi genitori perchè sei sempre stata sola e non hai mai avuto figure affettive di quel tipo. Hai vissuto una vita scalmanata e piena di rischi da quando sei scappata. Si sentivano storie su di te che facevano accapponare la pelle. Hai ucciso tante persone e stavi per rovesciare l'intero sistema governativo europeo. Senza contare tutti gli youkai, demoni spiriti e non so quant'altro che hai ucciso per poter diventare più potente. Tuo padre questo lo sa ed è per questo che vuole evitare che tu commetta altri errori. Perchè questa volta il tuo nemico non è uno youkai qualunque, ma uno Youkai vampiro di sangue puro, che ha al suo seguito un esercito di banshee.
- Banshee? Vere Banshee?
- Esatto! E sono già sulle tue tracce.
- Una cosa mi domando...cosa vuole esattamente da me?
- Beh...come avrai capito la famiglia Akatsuki vanta da sempre un titolo onorifico, sia per la nobile discendenza, sia per i membri che hanno sempre portato degnamente alto il loro titolo, sia per i poteri che si trascendono di generazione in generazione. Beh tuo padre è forse il vampiro più potente di tutta la famiglia ed è in lui che tuo nonno Charles ha deciso di riversare tutto il potere ereditario della famiglia. Tuo zio Zetsu, suo fratello, ovviamente non l'ha presa troppo bene, ma sperava che tuo padre potesse tenere alti i suoi ideali di superiorità verso tutti gli altri. Ma non fu mai così, perchè tu sai quanto tuo padre odi le discriminazioni. Non solo rifiutò di seminare un'egemonia dispotica, ma sposò addirittura tua madre, importante membro interno del paradiso, quindi celestiale, nonchè membro assolutamente esterno della famiglia. Come puoi immaginare questo indignò molti membri della famiglia e Zetsu per tentare di conquistarsi i favori vuole cancellare tua madre definitivamente e unirsi a te in modo da portare avanti il nome della famiglia.
- Io?! Ma è mio zio! Sarebbe assurdo!
- Beh, non capita di rado che in una famiglia potente e aristocratica pur di preservare il sangue e il titolo si facciano unioni tra consanguinei. Tu zio ha deciso che essendo tu l'ultima discendente debba unirsi a te. Senza contare che sarebbe una bella soddisfazione nei confronti di tuo padre.
- Io...non glielo permetterò mai.
- E' quello che si spera. Ma per riuscirci non devi cadere nella sua trappola. Non hai idea di quanto possa essere spaventoso. Si nutre delle paure altrui e le usa come potere per rinvigorirsi. Usa le sue banshee per uccidere coloro che sono oppressi dalla disperazione.
- Come lo sai?
- Perchè ci sono passato. Non ho mai condiviso i suoi ideali e ho deciso di seguire Allen-Sama, proprio perchè era diverso da tutti gli altri membri della famiglia. Non gli sarò mai grato abbastanza per avermi liberato.
Shizuka lo fissò per un attimo interminabile, quasi affascinata dalla lealtà che quello spirito dimostrava per suo padre. Ma non aveva intenzione di tirarsi indietro. Sarebbe stata lei a sconfiggere Zetsu e lo avrebbe fatto da sola.

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Hikari
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Stage 9 - Ospiti indesiderati



- Hai intenzione di seguirmi ancora per molto? - Disse una seccata mezza vampira, mezza celestiale.
- Mi pare di averti già spiegato che è stato tuo padre a chiedermelo. Devo solo eseguire gli ordini. - Rispose un bel ragazzo lupo con tono neutrale.
- Tu sei agli ordini della mia famiglia, no? Allora io ho un ordine per te: lasciami in pace e vai a infestare una casa di spiriti.
- Se posso permettermi hai un pessimo senso dell'umorismo, senza contare che il capo famiglia attualmente è tuo padre, quindi posso obbedire a lui soltanto. Se riuscissi ad abbandonare il tuo atteggiamento strafottente e impertinente ci toglieremmo tutti il pensiero, non credi?
- Ma che ti importa del mio umorismo? Io sono l'assistente di una donna figa da morire, porca Reimu, perchè dovrei mettermi a seguire gli schemi del bon ton? Uffa, quel dannato donnaiolo perverso in cosplay!
- Shizuka, sarebbe carino se evitassi di parlar male del padrone almeno in mia presenza. E' un uomo di tutto rispetto e ha una gran classe. E' degno di grande stima e non merita il tuo scherno.
- Saranno fatti miei di come parlo di mio padre, senza contare che non è stato affatto presente nella mia vita e di lui non ho che ricordi di quando flirtava con delle belle donne strafregandosene di essere sposato con la mamma. Neanche lei c'era, nessuno c'è stato per me! Perchè dovrei mettermi ad ubbidire proprio ora? - Disse seria Shizuka.
Sou-Ten fissò per un pò la sua espressione. Da quando era lì non l'aveva mai vista così seria e malinconica. Aveva sempre avuto un atteggiamento testardo e ostinato, ma quando parlava dei suoi genitori diventava stranamente malinconica.
- Beh, è normale che tu ce l'abbia con loro. Ti sei sentita sola e probabilmente la loro assenza ti ha fatto male. Ma pensa ad una cosa. Stando così lontani ti hanno sempre tenuta al sicuro. Rifletti! Per una celestiale del rango di tua madre, avere una relazione con un vampiro è un sacrilegio. Tua padre invece è l'erede diretto della casata Akatsuki, una famiglia di vampiri, tutti purosangue. Non hai idea di quante accuse ingiuste ha ricevuto dalla sua famiglia. Inoltre, quando seppero di te non furono solo gli Akatsuki a trmare di ucciderti. Anche i celestiali temevano che rappresentassi una minaccia, ma nessuno di loro ti trovò mai. Forse non lo sai, ma la mansione in cui hai vissuto fino a quando non sei scappata a 16 anni era protetta e nascosta a tutto il mondo. Non ti aveva mai fatto uscire perchè temeva che se qualcuno ti avesse riconosciuta avrebbe tentato di farti del male. Io ti insegnai a sostenere una Danmaku Battle anche perchè se qualcuno malauguratamente ci avesse scoperto avresti potuto difenderti quel tanto che bastava per salvarti la vita. E promettevi davvero bene. Facevi progressi incredibili e il tuo potere aumentava di giorno in giorno. Tuo padre veniva di rado perchè era occupato a mantenere il suo titolo, anche perchè lui e Mirai erano stati separati e non potevano vedersi, così fu anche per questo che ti affidò alle mie cure; perchè lui non poteva esserci, per non mettere in pericolo te. Ora capisci? - Disse lui pacato contiguando a osservare l'espressione delle mezza vampira. Lei abbassò lo sguardo e si voltò dall'altra parte con le braccia distese lungo i fianchi.
- Ciò non toglie che...loro non ci sono mai stati. Quando stavo male, quando mi sentivo sola...non ho mai saputo chi fossì, non ho mai saputo cosa dovessi essere. E poi...arrivi tu dicendomi che vengo punita per qualcosa di cui lui è il responsabile? Perchè? Non gli devo alcuna spiegazione. - Disse Shizuka. Si sentì tremare la voce e ormai non potè trattenersi più dal piangere. Sou-Ten si avvicinò e la fece girare. Vide il suo viso in lacrime e l'abbracciò. Lei pianse copiosamente stringendolo ancora più forte e sfogando un pò di quella malinconia che teneva detro da più di cento anni.
- E dire che credevo fossi una dura, e ti metti a piangere così? Su, su. Le lacrime non ti donano. Sciupano la tua bellezza. - Disse ironicamente staccandosi dall'abbraccio.
- Spiritoso...io sono sempre bella...anche se piango. - Disse Shizuka asciugandosi gli occhi e guardandolo con aria di sfida.
- Beh, nonostante sarebbe carino se fossi un pò più umile non posso affatto darti torto. Sei bella davvero, proprio come tua madre alla tua età. - Rispose lui sorridendo piuttosto divertito. Shizuka distolse lo sguardo un pò imbarazzata. Non si era sfogata con qualcuno in quel modo. Nemmeno con Night. Aveva sempre mantenuto un atteggiamento forte, perchè conosceva i tormenti che doveva patire un tenebral e non poteva permettersi di essere fragile. Ma con Sou-Ten era tutta un'altra cosa. Con lui si sentiva come a contatto col sole. Per lei era come stare a contatto con una fonte di luce. La infastidivano i suoi modi sarcastici e le sue prese in giro, ma sapeva essere sincero e sapeva abbattere ogni sua difesa. Con tutti gli altri lei sentiva l'impulso di essere sadica, quasi cinica, ma con lui era come un gatto inesperto che non riusciva a sconfiggerne uno più forte. Era quasi frustrante ma senza sapere il perchè era piacevole avere qualcuno che in qualche modo riusciva ad inibire la sua spavalderia.
- Beh, ora devo proprio uscire a fare delle commissioni per Yukari-Sama. Senza contare che manca poco a Natale e devo fare un regalo a Yukari-Sama, a Ran-San e ad una mia amica. Devo andare al Kourindou. Vorresti venire? - Chiese Shizuka per scacciare via qualche pensiero molesto.
- Beh, che altre scelte avrei? Ricordi? Devo tenerti d'occhio! - le ricordò facendole l'occhiolino. Shizuka arrossì senza sapere perchè, ma riprese il controllo subito dopo.
- Beh, allora andiamo. - Disse decisa spiegando le grandi ali.
- Ma come, non usciamo dalla porta? - Chiese il ragazzo lupo un pò incuriosito.
- Beh in realtà quando non ho voglia esco dalla finestra. Yukari-Sama lo trova divertente e poi spesso è molto più sbrigativo. In realtà in questa casa ragionano tutti un pò per i fatti loro. Yukari se la spassa a viaggiare per i gap. Io preferisco godermi il viaggio e volare. Il panorama solitario mi rilassa. - Spiegò la mezza vampira iniziando a sbattere le ali. - Su andiamo!
- Si, si. - Acconsentì il ragazzo. Fece per salire a mezz'aria quando guizzarono delle fiamme biance dai suoi piedi e spiccò il volo in perfetta sincronia con Shizuka. Volavano più o meno alla stessa velocità ma lui la seguiva per farsi fare strada. Non conosceva ancora Gensokyo dal momento che era lì solo da pochi giorni. Aveva visitato soltanto alcuni posti della Forest of Magic, dov'era stata Shizuka per cercare alcune erbe per Ran. Oppure il Koumakan, la dimora di Remilia e Flandre Scarlet, dove Shizuka aveva portato una lettera per la padrona di casa. O ancora l'Eientei dov'era andata per farsi dare altri medicinali per la sua insonnia. Per quel breve lasso di tempo che era stato con lei aveva potuto notare che non sempre Shizuka era sgarbata o cinica. Quando faceva i suoi lavori per Yukari era educata e composta e sapeva parlare tranquillamente. Solo quando parlava con qualche Youkai debole o qualche conoscente poco gradito iniziava ad essere più acida. Era molto diversa dalla Shizuka che aveva cresciuto fino a 16 anni. "E' cresciuta" pensò in cuor suo "Per molti aspetti non è più la bambina ribelle che eraun tempo. Un pò mi dispiace". L'unica cosa che non era cambiata erano i suoi occhi. Sempre di quel rosso porpora che lui amava tanto. Quel rosso che una volta era giocoso e ribelle, ma che adesso nascondeva un pò di malinconia e amarezza. Mentre sentiva scorrere nella sua mente tutti i suoi pensieri si accorse che erano arrivati davanti ad un negozio da dove potevano vedersi oggetti per tutti i gusti. Quando entrarono sentì Shizuka salutare ad alta voce quello che evidentemente doveva essere il proprietario dell'emporio.
- Ooooohi, Kourin-San! Abbiamo bisogno di te! - Gridò la mezza vampira.
- Shizuka, non sta bene urlare così. Non è educato! - La rimproverò il ragazzo lupo.
- Non c'è problema Sou, è un amico. - Lo rassicurò Shizuka. Dopo pochi secondi comparve un uomo coi capelli argentati che non dimostrava più di trent'anni. Aveva degli occhiali e salutò la mezza vampira con un sorriso amichevole.
- Ehilà, Shizuka! Ne è passato di tempo! Anche tu devi fare comprere? Chi è il tuo accompagnatore? - Chiese rivolgentosi a Sou-Ten.
- Oh, si, scusa! Lui è Sou-Ten. E' uno spirito guardiano. Lo ha mandato mio padre per sorvegliarmi. - Spiegò brevemente la mezza-vampira.
- Sorvegliarti? Non ti sarai cacciata in un altro dei tuoi loschi affari. Sai, Reimu inizia a lamentarsi delle tue bravate. Dovresti andarci più piano.
- Cos'è che non so, Shizuka? - Chiese con sguardo accusatore Sou-Ten.
- Beh, sai...a volte mi vien su una gran noia...passo il tempo, ecco. - cercò di giustificarsi Shizuka un pò nel panico.
- Discuteremo di questo in un luogo più appropriato. E sarà meglio per te che mi racconti tutto - Disse con mezzo sorriso il ragazzo. Shizuka ormai era spacciata.

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remilia scarlet
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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da remilia scarlet »

Ben tornata
I morti non possono piange quindi piango per loro. (Cit. Momo Shinigami no ballad)

guardiamo i fatti, halo ha tante vendite per il semplice motivo che l'xbox è uscita prima, non giorni, neanche mesi ma anni...ok piace ma è solo per quel motivo che vende di più (Multiplayer.it)


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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Capitolo 10 - Cambiamenti

Mancava pochissimo a Natale. Tutti erano indaffarati con regali e addobbi. Shizuka invece stava scontando l'ennesima punizione di Sou-Ten. Quel giorno Shizuka e il ragazzo lupo si stavano allenando in una Danmaku Battle. Stavano sorvolando il Misty Lake e la mezza vampira stava schivando una serie di Danmaku lanciati da Sou-Ten.
- E' inutile! non mi prenderai mai! - Esclamò euforica volando a tutta velocità, zig-zagando con maestria evitando le sfere di fuoco bianco che erano ad un passo dal colpirla.
- Vedremo. - Rispose con un sorrisetto Sou-Ten. Fece ardere ancora di più le fiamme che scaturivano dai suoi piedi e si lanciò a tutta velocità all'inseguimento della mezza vampira che continuava a schivare i danmaku. Andò così avanti per qualche minuto finchè Shizuka non decise di sfoderare la spellcard per porre fine al duello. Iniziò a far apparire delle sequenze di danmaku che sparò a tutta potenza. Ma non fece in tempo a rendersi conto del tempo che passò che non vide più Sou-Ten. Si guardò attorno in cerca del ragazzo aspettandosi un attacco alle spalle ma non lo vide. Appena qualche secondo dopo se lo vide apparire proprio davanti con l'espressione di un gatto che ha appena agguantato il topo.
- Sei Stroppo lenta Shizuka. Non crederai di prendermi così facilmente. - Disse afferrandola per il collo e un braccio e spingendola verso il basso. Iniziarono a precipitare entrambi e di lì a poco sarebbero piombati in acqua. Appena furono a pochi centimetri dalla superficie dell'acqua Sou-Ten si staccò da Shizuka e lasciò che cadesse in acqua restando agilmente a mezz'aria. Attese che Shizuka risalisse per tornare a casa. Chiaramente il duello era finito, ma anche dopo parecchi secondi Shizuka non riemerse. Pensò che avesse aperto un varco ma avrebbe dovuto vedere la luce della spellcard. Pensò che potesse trattarsi di un trucco per aggirarlo ma nemmeno gli youkai potevano stare per tutto quel tempo senza respirare. Iniziò a preoccuparsi, finchè non decise di avvicinarsi alla superficie dell'acqua. Cercò con gli occhi un qualunque movimento ma non ne vide, allorchè sentì qualcosa afferrargli un piede e trascinarlo giù.
- Oh, per la miseria! - Esclamò colto di sorpresa.
- Ah ah ah, io sarò lenta, ma tu sei davvero tonto! Pensavi davvero che tirassi le cuoia così? - Rise una voce femminile sopra di lui.
- Dovevo proprio aspettarmelo da te. Figuriamoci se giocavi pulito. - rispose il ragazzo riemergendo - Ma come darti torto? L'acqua è gelida...
- Beh, questo per ricordarti chi è Shizuka Akatsuki, nonchè l'allieva della youkai più potente di Gensokyo. - Disse lei trionfante.
- Ah, si? - Rispose lui con un sorrisetto sadico. Subito dopo uscì dall'acqua e si fiondò su Shizuka che non si accorse dei suoi movimenti. La danza ricominciò ed entrambi volavando percorrendo ad altissima velocità tutto il cielo. Non c'era tregua.
- Nightmare Sign: "Red Moon Reflection!"
- Immaterial Sign: "Ghost of Millennium Wisdom!"

Sfrecciarono entrambi qua e là schivando orde di Danmaku e spellcard arrivando quasi a colpirsi. Ad un certo punto planarono entrambi immergendosi nella Forest of Magic, confondendosi tra gli alberi. Shizuka tremava dal freddo, era bagnata fradicia e il vento freddo la faceva tremare. Nonostante questo non voleva assolutamente perdere. Quando fu sicura di aver seminato il ragazzo lupo si fermò e si guardò attorno per assicurarsi di essere sola. Si mise ad aspettare sopra un albero attendendo che l'avversario si avvicinasse. Passarono alcuni minuti e il freddo si faceva sentire sempre di più. Continuava a guardarsi attorno chiedendosi come mai Sou-Ten non si facesse vedere. Non poteva essere andato via. Non l'avrebbe di certo lasciata lì. Infine decise di scendere dall'albero e atterrare per controllare. Non posò i piedi a terra che si sentì trascinare a terra da qualcuno che l'aveva travolta in pieno.
- Presa! - Esclamò Sou-Ten con un sorrisetto soddisfatto. Le aveva bloccato i polsi e l'aveva completamente immobilizzata.
- Come...come hai fatto? Non ti ho nemmeno avverito! - Esclamò ansimante e un pò spaventata la mezza vampira.
- Te l'ho detto Shizuka. Non sono come tutti i buoni a nulla che hai sfidato fin'ora. - Disse lui avvicinando il suo volto a pochi centimetri da quello di Shizuka. Subito lei sentì il suo volto avvampare. Riusciva a osservare con chiarezza i bei lineamenti del ragazzo. Non aveva mai notato quanto i suoi occhi brillassero. Inoltre il suo sorriso lo faceva diventare ancora più bello. Il ragazzo la guardò perplesso nonappena la vide arrossire.
- Che ti prende? Ti senti male? Sei tutta rossa...
- Ch-ch-chi?! I-io?? Ma che dici? E' che fa freddo! Sarà meglio tornare a casa a cambiarsi o ci ammaleremo! - Esclamò la mezza vampira imbarazzata, scostandosi dalla presa del ragazzo. Si chiedeva come mai si sentisse tanto in imbarazzo con lui. Era molto bello senza dubbio, ma non aveva mai pensato a lui in quei termini. Quando si girò per guardarlo lo vide assorto a guardare il tramonto. Ad un certo punto sentì come un brivido attraversarle il corpo. Quasi fosse una scarica elettrica. Sentì le gambe cedere e cadde in ginocchio. Sou-Ten corse immediatamente ad aiutarla.
- Shizuka, che ti prende?! Non stai bene? - Le chiese preoccupato
- No è che...io...non l'hai sentita? - Rispose la mezza vampira debolmente.
- Non ho sentito niente. Ma che... - improvvisamente udirono un suono proveniente da dietro di loro. Un urlo straziante. Si coprirono le orecchie per il dolore che quell'urlo provocava. Alzando il capo videro davanti a loro una creatura immonda, spaventosa. Una creatura dalle sembianze di una donna, coi capelli bianchi lunghissimi, con gli occhi iniettati di sangue e vacqui. Aveva un mantello nero sgualcito e si avvicinava lentamente verso i due. Se Sou-Ten non ne avesse visto una prima, non avrebbe mai potuto riconoscere una banshee. Quella creatura parlò loro. Sembrava il suono di una creatura morente. Emanava dolore e terrore.
- Padron Zetsu sarà felice. Ho trovato il tesoro.

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Re: Touhou: Eclipse Demarcation

Messaggio da Hikari »

Capitolo 11 - Sogni di luna piena

Erano immobili davanti quella creatura immonda e oscura. Erano ancora scossi da quel grido lancinante che poco prima era eccheggiato nella foresta. Shizuka si sforzò di alzarsi in piedi, ma tremava ancora. La strana creatura aveva fatto il nome di Zetsu. E lo aveva chiamato padrone. Era lampante che era stata mandata da lui. La mezza vampira iniziò ad avvicinarsi sotto gli occhi gelidi e malvagi della banshee che la guardava...come se volesse divorarla da un momento all'altro. Sentiva freddo attorno a sè e non riusciva a provare nessuna sensazione positiva. Aveva paura e si sentiva disperata. Come non lo era mai stata. Eppure lei non aveva mai avuto paura di qualcuno. Mai in quel modo. Cercò di farsi forza e parlò alla donna davanti a lei:
- Cosa vuoi da me? - Chiese in un sussurro. La creatura la guardò come se fosse qualcosa di interessante ma non rispose. Era chiaro che non era lì per conversare, ma solo epr portare a termine ciò per cui era stata mandata. Si mise in posizione difensiva e con un balzo si avventò su Shizuka che nel frattempo aveva già creato dei Danmaku. Sou-Ten che fino a quel momento era rimasto impietrito decise di intervenire. Shizuka non poteva farcela. Non era abbastanza forte per combattere una Banshee. Ma prima che lui potesse anche solo spiccare il volo Shizuka si avventò a sua volta sulla donna e iniziò una turbolenta e macabra danza tra le due combattenti. Volarono aldilà degli alberi e si librarono nel cielo libero, dove ormai il sole era dietro le montagne. Si vedevano raffiche di Danmaku che volavano da tutte le direzioni e le spellcard che Shizuka lanciava alla creatura per distruggerla. Non appena le ide sparire oltre gli alberi il ragazzo accese le fiamme bianche nei suoi piedi e spiccò il volo a tutta velocità nella stessa direzione in cui erano andate Shizuka e la Banshee. Nel periodo che Sou-Ten aveva passato prigioniero di Zetsu e delle sue Banshee sapeva che l'unica cosa che poteva distruggere una Banshee era l'opposto di ciò di cui si nutrivano. Loro si nutrivano della disperazione e del dolore delle loro prede, per poi ucciderle tramortendone tutti i sensi e lasciandole inermi aspettando la morte. Ciò che poteva sconfiggerle era la speranza, ma da sola non bastava. Una volta che la banshee sarebbe stata indebolita doveva essere distrutta e bruciata. Ma il problema consisteva proprio in questo. Loro trasmettevano orrore e paura alle loro prede. Facevano raggiungere le emozioni ad uno stato tale che le prede imploravano la morte senza nemmeno fare resistenza.
Ma Shizuka non si era arresa. Non ancora. Il ragazzo la osservò per tutto il combattimento, cercando di cogliere le emozioni dal suo viso. Si capiva chiaramente che era disperata, che i suoi movimenti erano dettati dall'angoscia e dal disperato tentativo di salvarsi. Sapeva che non avrebbe resistito e non poteva permettere che le accadesse qualcosa. D'altronde Shizuka era immortale e non poteva morire, ma poteva toccarle una sorte peggiore. Essendo un'immortale poteva diventare anche lei una banshee. Se la creatura avesse urlato mentre implorava di morire l'avrebbe trasformata in quella creatura immonda. Shizuka pronunciò una spellcard nel tentativo di colpire la banshee, ma era velocissima e riusciva a schivare facilmente ogi danmaku che la mezza vampira lanciava. Stava perdendo colpi e presto non ce l'avrebbe fatta più. Il ragazzo si lanciò a tutta velocità in direzione del combattimento per poter fuggire e portare in salvo la sua padrona. Ma mentre si stava avvicinando la mezza vampira gli scoccò un'occhiata fulminea. Davanti a un'espressione tanto feroce nemmeno Sou-Ten aveva il coraggio di opporsi. Shizuka voleva combattere sola. Era chiaro. Ad un tratto la vide pensierosa. Le vide un'espressione nuova, diversa e in qualche modo combattiva.
- Non so perchè tu sia qui, e non so nemmeno perchè Zetsu abbia pensato che fosse davvero così facile...ma una cosa la so. Non ti permetterò di vincere, neanche tra un milione di anni. Preferisco farmi suora piuttosto che sposare quello scimmione! - Urlò la mezza vampira alla creatura che la guardò in cagnesco. Sou-Ten rimase scioccato da quel cambiamento. Shizuka raccolse tutte le forze che le rimanevano e si lanciò ad una velocità impressionante verso la banshee. Schivò alcuni fendenti che la creatura cercò di affondare e con tutta la forsa che aveva puntò alla gola e la trapassò con la mano, da parte a parte. La banshee cercò di lanciare un urlo straziante ma dalla sua bocca non uscì alcun suono. Con l'altra mano la mezza vampira afferrò i capelli della banshee e con una certa foga mozzò la testa dal corpo, gettandola fra gli alberi. Nel frattempo il corpo inerme ebbe dei violenti rantoli e precipitò tra la vegetazione. Sou-Ten ancora sbalordito per la ripresa improvvisa della mezza vampira si avvicinò cauto alla ragazza cercando di scrutare il colore degli occhi. Quando un vampiro riusciva a raggiungere quella forza e quella velocità era perchè si abbandonava completamente ai sensi e all'istinto. Diventava selvaggio e incontrollabile. Quando la mezza vampira si girò verso di lui potè vedere un'ombra di rosso cremisi nei suoi occhi, ma non quanto bastava perchè fosse completamente priva di ragione. Era furiosa sì, ma era in grado di mantenere il controllo.
- Shi-Shizuka? - Chiese il ragazzo piano e cautamente. La mezza vampira lo guardò allerta e si mise per un attimo sulla difensiva, ma quando riuscì a ricomporsi il cremisi scomparve completamente dai suoi occhi e il suo sguardo tornò alla normalità.
- I-io l'ho sconfitta...tu stai bene? - Chiese balbettando al ragazzo lupo.
- Sì, io sto bene Shizuka ma... - rispose lui incerto e un pò sorpreso.
- Che succede? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Ti ho fatto del male? - Chiese lei di nuovo in ansia.
- No, non hai fatto niente! Ma come hai fatto a riprenderti? E' quasi impossibile sfuggire al dolore quando combatti con una banshee. Per un attimo ho creduto che non ce l'avresti fatta! Ho avuto paura.
- Io...mi sono ricordata che tu mi avevi raccontato che eri stato rapito da Zetsu e anche che è stato terribile. Immaginavo che avesse rievocato in te ricordi dolorosi e ho sentito la tua disperazione. Mi sono detta che dovevo farmi coraggio e che dovevo farcela da sola, anche per te. Così improvvisamente mi sono sentita inondata dal calore e mi sono sentita più forte. - Spiegò la mezza vampira.
Sou-Ten rimase attonito. Lo aveva fatto perchè sapeva che lui soffriva ancora al ricordo del periodo terribile passato con Zetsu e alla disperazione che provava a contatto con le banshee. Lo sapeva e si era fatta forza per questo.
- Di tutti i vampiri che ho conosciuto in secoli e secoli tu sei la più strana e la più...forte che io abbia mai incontrato. - Disse il ragazzo avvicinandosi e abbracciandola. - Dovevi proprio vederi. Avevi gli occhi rossi e guarda i tuoi capelli!
La mezza vampira arrossì violentemente ma ricambiò l'abbraccio. Era vero, quando era diventata più forte tutto in lei era cambiato. Il colore rosa dei suoi capelli era svanito ed essi erano tornati del loro colore naturale, rosso scarlatto.
- Io...ecco...E' ovvio che io sia la più forte! Diamine sono, Shizuka! Figurati se una vecchiaccia può sperare anche solo di toccarmi! - Esclamò Shizuka sempre più rossa. Sou-Ten alzò gli occhi al cielo. - E poi TU non devi interferire nei miei scontri, posso cavarmela benissimo...
- Oh, chiudi il becco! - La interruppe il ragazzo lupo avvicinandosi a lei e baciandola improvvisamente senza darle neanche il tempo di replicare. Le mise una mano dietro alla nuca baciandola con trasporto ma anche con discrezione. Quando si staccò lei era talmente rossa che sembrava dovesse andare a fuoco da un momento all'altro. Senza parlare si portò una mano sulla bocca ansimando e in preda alla confusione totale. Dopo qualche secondo quando tornò alla realtà si mise ad urlare furiosamente.
- Cho-cho-CHOTTO BAKAAAAAAAAAAA! - urlò a pieni polmoni contro il ragazzo che si tappò le orecchie con un gesto teatrale e sfoderando un sorrisetto sadico che lo rendeva davvero affascinante.
- E dai, non dirmi che sei arrabbiata per un semplice bacio! - Esclamò il ragazzo ridacchiando divertito dell'imbarazzo di Shizuka. - Sarà ora di tornare a casa! Yukari si chiederà dove siamo finiti!
E mentre parlava accese le fiamme dei suoi piedi e spiccò il volo verso il Mayohiga. Shizuka nel frattempo lo inseguì a tutta velocità. Aveva il sincero desiderio di staccargli la testa a morsi. E mentre lo inseguiva urlandogli mille imprecazioni rabbiose nel cielo diventato di un blu profondo stava sorgendo la luna piena.

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Those prepared will never falter if they face their own death without fear
They will be lead to an endless night at the promised time

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